Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO
anno <1937>   pagina <1558>
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Giacomo Lumbroso
non esser nulla. Aggiungi la terza che ha molta dipendenza della seconda: di non aver nulla da sperare dopo la morte .
Non vi può essere quindi in lui nessun fervore sanfedi­stico, nessun entusiasmo per la causa del trono e dell'altare. Ma, a parte il fatto che la sua sfiducia verso gl'italiani in gene­rale e gli uomini di setta in particolare è andata crescendo di anno in anno, il Leopardi, in base alle sue stesse dottrine, non può augurarsi rivoluzioni né rivolgimenti di nessuna specie. A che prò affannarsi, combattere e rovesciare governi e isti­tuzioni, mentre la sorte ci ha tutti condannati, sovrani e sudditi, austriaci e italiani, a una comune infelicità ?
Questa, ripeto, dovrebbe essere la posizione del Leopardi se egli volesse applicare alla lettera gli ultimi sviluppi del suo pensiero. E se esaminiamo il suo contegno di fronte agli avvenimenti del 1831, sembra che il poeta si sia veramente messo su questa via. Egli non è più come dieci anni prima sotto la diretta sorveglianza del padre. Vive in Toscana ove la tolle­ranza del regime lorenese accoglie profughi politici da ogni parte d'Italia. Gli sarebbe quindi relativamente facile espri­mere il suo consenso a quel moto rivoluzionario che per due mesi sconvolge le Legazioni e i ducati di Modena e di Parma.,
Il Carducci, ritrovando una lettera che alla fine di marzo il Leopardi indirizzava al Consiglio civico di Recanati, la consi­derò come una prova che il poeta aveva aderito al movimento patriottico. Si trattava di questo: dovendosi nominare i depu­tati all'Assemblea costituente delle Romagne, i municipali reca­natesi aveano designato per acclamazione unanime il Leo­pardi. Gliene giunse la notizia quando già le truppe austriache avevano occupato le provincie ribelli restaurandovi il Governo pontificio. E il poeta nella sua lettera di risposta, dopo aver fatto presente come cause di forza maggiore rendessero impos­sibile una sua accettazione, concludeva con queste parole : Le circostanze eambiate rendono dunque, almeno per il momento, ineseguibili le disposizioni delle SS. W. IU.me, a