Rassegna storica del Risorgimento
LEOPARDI GIACOMO
anno
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1937
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pagina
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1559
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Politica di Leopardi 1559
me relative, ma non distruggono né la gratitudine Ben viva da me sentita alla confidenza dimostratami, né il desiderio arden-tissimo di servire la mia Patria a qualunque costo e fatica, ogni volta che lo consentissero i tempi, e che l'opera mia non paresse dover essere, come in questo caso, del tutto fuori luogo .
Da un'anima nobile e coraggiosa come il Leopardi non poteva aspettarsi altra risposta; non farsi vivo' neanche con una lettera, mentre nelle Marche infuriava la reazione, sarebbe apparso un atto di viltà di cui egli era assolutamente incapace. Ma non mi sembra che queste poche righe bastino a dimostrare l'adesione del poeta al movimento rivoluzionario. Non bisogna dimenticare che pochi giorni prima egli aveva scritto al conte Monaldo: Desidero sommamente che la città e la provincia si scordino di me e dei miei; credo per certo che non possono farci cosa più vantaggiosa . Nell'aprile di quello stesso anno, scrivendo alla sorella Paolina, Giacomo si rallegrava che per opera del padre gli ultimi torbidi non avessero arrecato troppi danni alla città nativa, e concludeva : I bravi uomini si distinguono dai e nella circostanza .
E nell'ottobre, a un'amica che invocava il suo giudizio sugli ultimi avvenimenti, rispondeva battendo sul solito chiodo : Sapete che abbonano la politica, perchè credo anzi vedo che gli uomini sono infelici sotto ogni forma di Governo .
Pochi mesi dopo, il conte Monaldo dava alle stampe l'opuscolo sanfedista intitolato Dialoghetti intorno alle materie correnti nell'anno 1831. Il libercolo ebbe vasta diffusione; e sebbene uscisse anonimo, si seppe subito che Fautore era un Leopardi; sicché molti scambiarono il padre col figlio : anzi, i Gesuiti e il duca di Modena, sembra se ne avvalessero per far credere a una conversione del poeta. È naturale ch'egli se ne indignasse e smentisse recisamente quelle dicerie. Ma questa smentita non è sufficiente a raffigurarci un Leopardi in veste di liberale e di patriotta, secondo il figurino del tempo.