Rassegna storica del Risorgimento
LEOPARDI GIACOMO
anno
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1937
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pagina
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1560
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1560
Giacomo Lumbroso
In varie circostanze egli anzi torna a ripetere che l'uomo saggio e virtuoso deve astenersi da ogni attività politica, se non vuol uscirne deluso e scornato.
Valor vero e virtù, modestia e fede E di giustizia amor, sempre e in qualunque Pubblico stato, alieni in tutto e lungi Da' comuni negozi, ovvero in tutto Sfortunati saranno, afflitti e vinti.
Così scrive il poeta nella Palinodia, abbandonando per un attimo le sue ironiche lodi ai progressi del secolo e alla nuova età dell'oro .
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Si deve dunque ritenere senz'altro che il Leopardi, in cpiesto secondo stadio del suo pensiero, abbia abbandonato gl'ideali patriottici della gioventù ?
Non è facile rispondere. Che nel suo pensiero politico vi sia stato un cambiamento, mi sembra provato a sufficienza. Ma non bisogna dimenticare che la personalità del Nostro è tutta intessuta di contrasti: contrasto fra l'ideale e il reale, fra le sue aspirazioni e le sue possibilità; egli ha animo di guerriero e membra di rachitico; in lui ferve uno spasmodico desi derio d'amore e le gioie dell'amore gli saranno sempre negate; persa la fede della prima adolescenza, egli rimane un cercatore di Dio; invoca una speranza, un conforto, una certezza; e nelle vicende degli uomini e nella stessa natura che lo circonda trova solo motivi per una sterile e disperata negazione. Esaminando la sua opera ci accorgiamo inoltre che delle scuole letterarie del suo tempo egli impersona le più diverse tendenze. Quando si accende la disputa letteraria fra classicisti e romantici, lo Vediamo schierarsi di fianco ai primi; e classico egli può considerarsi per le forme esteriori della sua arte, per la sua preparazione culturale, per lo stile e la lingua che adopera; pure, il