Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1582>
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1582 Friedrich Engel von Janosi
A. quanto pare, nei nostri tentativi di realizzare la condizione su menzionata, non speriamo di trovare da parte delle altre Grandi Potenze incoraggiamento, e siamo giunti al punto di dover prendere una decisione.
In seguito all'altissimo comando di svolgere la situazione politica presente
il Ministro degli esteri accenna che Lord Cowley, venuto a Vienna con pieno consenso e approvazione del Governo francese come pure ben informato delle idee della Francia, in quanto alla questione italiana, vi sia però giunto senza istruzioni ufficiali del proprio Governo per accer­tarsi sul luogo quali punti l'Austria veda sotto lo stesso aspetto che il Governo francese e per quale via le relazioni amichevoli fra Austria e Francia a mezzo dei buoni servigi dell'Inghilterra possano essere ripristinate.
Lord Cowley lasciò Vienna pienamente soddisfatto e persuaso che esistessero punti di appoggio, in base ai quali un accordo fra Austria e Francia a mezzo trattative si potesse raggiungere; pure il Governo britannico si mostrò soddisfatto della relazione di Lord Cowley sull'esito della propria missione.
In tutte le trattative susseguenti Lord Cowley si è attenuto fedel­mente alle sue opinioni espresse nella suddetta relazione, ed alle promesse fatte.
Nel frattempo la Russia iniziò l'idea di un Congresso e da diverse parti si fece nuove prove per decidere l'Austria a concessioni in rispetto alla base di detto Congresso.
L'Inghilterra in queste transazioni si interessò intensamente all'af­fare, e fece perfino la proposta del preventivo disarmo generale, met­tendosi a disposizione per appoggiare il piano presso alla Francia.
Nel disarmo specialmente del Piemonte in verità è da cercarsi il punto principale ed iniziale della questione da risolversi; colla premessa soltanto di esso possiamo consentire ad uno scambio d'idee su un con­gresso che allora soltanto sarebbe un vero congresso in favore della pace; in caso contrario occuperemmo su questo Congresso una posizione svantaggiosa, anche se il Piemonte l'avanguardia della Francia non vi fosse ammesso.
Da parte estranea ci fu opposto che, pure conservando intatti i trattati separati dell'Austria cogli altri Stati italiani, noi saremmo for­zati ad intervenirvi promuovendo noi stessi macchinazioni sleali; sarebbe bensì possibile di disfarci di un tale dovere assoluto di inter­vento, ma dovremmo riservarci integri tutti i diritti che corrispondono al nostro sistema difensivo.