Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1584>
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1584 Friedrich Engel von Janosi
disarmo della Sardegna, una risposta probabilmente negativa sarebbe interpretata come caso di guerra.
Si debba pare contare nella presente combinazione politica in giusta misura i due grandi fattori: Russia e i Rayah .
Il Generale d'artiglieria barone von Hess arguisce: che, l'intimazione del Piemonte, proposta dal Ministro degli esteri, potrebbe precipitare l'Austria in un serio dilemma.
Se deve farsi, bisogna tenersi pronti ad ogni eventualità e mettere in pie di guerra tutta l'Armata austriaca per la qua! preparazione occorre a noi lo spazio di 3 mesi, mentre la Francia entro 3 settimane potrebbe presentarsi sul campo di battaglia con 160.000 e, colmati i suoi quadri militari, con 200.000 uomini; e, solo in Italia, la guerra contro queste forze militari, accresciute da 86.000 soldati regolari piemontesi, col rinforzo di volontari, soldati irregolari, possa durare da tre a quattro mesi.
Ma pure dal punto di vista politico si deve considerare se un'azione offensiva da parte nostra non ci sottragga alleanze; infine rendersi conto che, estendendo eventualmente il campo di battaglia fino al Reno, se la nostra situazione economica ci permetterebbe la formazione di forze militari sufficienti, da corrispondere numericamente alle nostre in Italia ed esser preparate nello spazio di 2 mesi e mezzo.
Il Ministro degli esteri dichiara impossibile che, in una grande guerra contro la Francia, la Prussia non stia con noi.
Il Ministro dell'interno osserva: una Grande Potenza come l'Austria è certo in grado di far fronte ad una questione che minaccia scuotere le fondamenta della Monarchia, ed in cui il diritto è così decisamente da parte nostra, dove si tratta di mantenere la dignità dell'Impero, il suo rango nella gerarchia politica.
Già per questo non si debba retrocedere davanti a grandi decisioni ed eludere con ogni cura la minima apparenza di timore.
Che l'Austria, ponendo un eventuale ultimatum al Piemonte su proposta del Ministro degli esteri si trovi su terreno interamente legale, è un fatto tanto sicuro quanto è cosa chiara che Sua Maestà abbia raggiunto l'estremo limite di cedevolezza.
La storia del passato insegna, che alfine la giusta causa trionfa, e che nel corso delle vicende, si trovino pure nuove alleanze.
Gli attacchi costanti e sempre aumentantisi della Sardegna di pie­garsi ancor più alle insinuazioni della Francia ci indurrebbero non più ad un atto di moderazione ma ormai di debolezza, il quale in tutta la Monarchia e perfino in Germania susciterebbe vivo dolore e ci priverebbe forse dell'assenso della così mutevole pubblica opinione.