Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; AUSTRIA
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1937
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1592
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1592 Friedrich Engel von Jariosi
conferenza del 19 ni. e. Additando la massima importanza dell'atto di discussione odierno, dal quale deve risultare l'ultima responsabile decisione: se il mantenimento della pace sia ancora da conciliarsi col* l'onore, i diritti e gli interessi dell'Austria o sia inevitabile la guerra, S. M, ricorda di esaminare il più coscienziosamente e minutamente possibile la detta questione.
Il Ministro conte Buoi legge il telegramma inviato dal generale d'artiglieria conte Gyulai in cui esso riferisce in stile telegrafico l'essenza del dispaccio del Presidente dei Ministri del Regno di Sardegna conte Cavour del 26 aprile a. e.
La questione del disarmo è stata oggetto di numerosi negoziati; questi negoziati hanno portato a una proposta formulata dall'Inghilterra. La Sardegna l'ha accettata con riserva. Come V. E. non può ignorare né la proposta dell' Inghilterra né la risposta della Sardegna, non saprei cosa aggiungere per fare ad Ella conoscere le intuizioni del Re rispetto alle difficoltà che si opponevano alla riunione del Congresso.
La condotta della Sardegna è stata approvata dall'Europa.
Quali ne possano essere le conseguenze, il Re è convinto che la responsabilità ne cadrà su quelli he hanno rifiutato le proposte formulate da una grande potenza e che ora sostituiscono ad esse un'intimazione minacciosa .
Sua Maestà con tutti i membri.della Conferenza si trovano d'accordo nel parere che il contenuto della risposta, evitando la richiesta dell'Austria, è da considerarsi completamente insoddisfacente.
In special modo Sua Maestà si degna osservare, che la nota, benché non esprima in sostanza un rifiuto, bensì non alteri in minimo le dichiarazioni previe della Corte di Torino, dunque non si possa considerare come risposta.
H Ministro conte Buoi caratterizza le dichiarazioni del dispaccio piemontese, il quale se danna parte non nega in apparenza il principio prima affermato di disarmo totale, però dall'altra non entra nella nostra richiesta di pubblicare ed effettuare immediatamente le disposizioni per il disarmo come sotterfugi cercati per trovare il tempo, nel corso di ulteriori discussioni diplomatiche, di ultimare gli armamenti della Sardegna e della Francia. Giacché del resto esistono le prove che la Sardegna non pensa sul serio a realizzare il congedo dei Corpi di volontari, forse non potrà neppure metterlo ad esecuzione cosi non si deve nemmeno cercare nella sua dichiarazione alle Potenze mediatrici di aderire al principio di disarmo generale, la minima garanzia per cui da ulteriori passi diplomatici risulti il ben minimo effetto rispetto alla pace.