Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1594>
immagine non disponibile

1594 Friedrich Engel von lanosi
Sua Maestà l'Imperatore si degna, dopo aver riletto in pubblico il dispaccio del conte di Cavour, di ripetere la sua dichiarazione che questa non contenga una vera negazione positiva della citazione di disarmo; Che pure il diritto della Sardegna, di chiedere ausilio alla Francia o ad altri, non si possa contestare.
Il Ministro conte Buoi aggiunge: che solo le condizioni alle quali la Sardegna lega il suo consenso per il disarmo, cioè di fissare degli ordinaménti precisi per il disarmo simultaneo e generale a mezzo di commissari delle Grandi Potenze e della Sardegna, e l'ammissione di questo Stato al Congresso delle Grandi Potenze con autorità e diritti uguali a queste, siano state respinte come inaccettabili da noi. Poggiando su questo fatto, siamo liberi però di fare lo stesso che la Francia e di entrare in Piemonte. Se però a questa misura, nella quale politicamente non si guadagnerebbe- niente, ci spinga già ora estrema necessità; inoltre: se presenti vantaggio per noi, lo debba decidere il punto di vista militare.
Sua Maestà l'Imperatore si degna osservare in riguardo, se da una continuazione di tentativi diplomatici non sia da aspettarsi alcun risultato per il mantenimento della pace, l'immediato scendere in campo porterebbe certo i massimi vantaggi sotto punto di vista mili­tare e ogni giorno di esitazione significherebbe una perdita.
In base a questa convinzione il generale d'artiglieria barone Hess insiste che, senza aspettare oltre un momento, si debba prendere una decisione. Inquantochè l'Austria non ha dato il suo consenso per l'ammissione del Piemonte al Congresso, e neppure alla proposta impra­ticissima del disarmo generale a mezzo di 6 commissari; quindi ha presentato l'intimazione alla Sardegna, ne ha dato ragguaglio alle Potenze, ha ricevuto una risposta completamente insoddisfacente dalla Sardegna, pare assolutamente impossibile di dubitare del nostro com­pito immediato; non meno imperdonabile sarebbe di esitare un istante nella sua esecuzione, lasciando la possibilità alla Francia, che ha mobi­lizzato contro di noi già 120.000 uomini, il tempo di prevenirci con ancora più cospicue forze militari in campo italiano.
In questo punto il Ministro conte Buoi ammette il fatto che la Francia la quale come esso credeva vedere nella conferenza del 19 m. e* sembrava allora impressionata (dekontenanciert) si sia servita della fortuita dilazione degli otto giorni trascorsi, per rinfor­zare le sue forze armate schierate ai confini. In quanto alla Sardegna egli è persuaso che ripetendole qualsiasi proposta, come forse quella in preparazione, in rispetto a cui avesse da pubblicare il congedo dei