Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; AUSTRIA
anno
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1937
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pagina
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1597
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L* Ultimatum austriaco del 1859 1597
decisivo per tale, che, come al tempo della salita al trono dell'imperatrice Maria Teresa, l'Austria debba contare in primo luogo su se stessa; così la risposta alle domande dell'aiutante generale di Sua Maestà non riguarda per l'ambito diplomatico ma la decisione spetta con tutta responsabilità al punto di vista militare.
Contro questa pretesa VÀìutante generale conte v. Grilline protesta energicamente, accennando dapprima che, nel caso che l'Austria come il suo Ministro degli esteri dichiara dovesse entrare in lotta senza alleato alcuno solo con le sue proprie forze militari e forse contro diverse Potenze nemiche allo stesso tempo, per caratterizzare la sua posizione estremamente compromessa non basti l'analogia coi tempi della grande Imperatrice, giacché la situazione interna del Regno oggi non promette la stessa sicurezza d'allora, quando l'Ungheria, piena di spirito di sacrificio e fedele al trono andava rrnìtmm a tutte le terre costituendo l'appoggio più sicuro, l'Aiutante generale deve'chicdere al capo della politica l'esposizione della nostra situazione internazionale per poter fare per l'esercito, estraneo alla politica, i rispettivi preparativi acciocché risolva il suo compito. Ha ragione di stupirsi dell'idea possibile di credere che l'Armata da sola possa raggiungere questo fine senza quelle sicure norme; come si potesse attribuirgli perfino la responsabilità in soggetto. L'intera mancanza di punti fermi in riguardo suddetto ha già per conseguènza che noi, che, ancora 8 giorni fa in certo modo rassicurati circa le intenzioni di Napoleone, oggi siamo sorpresi dall'apparire simultaneo di importanti reparti della sua potenza militare in Piemonte.
Il Generale d'artiglieria barone v. Hess che partecipa alle opinioni dell'Aiutante generale di S. M. asserendole al completo, riprende il calcolo di una guerra sul Reno che dovrebbe facilitare per noi quella in Italia e più direttamente che questa realizzare il crollo della potenza napoleonica. È necessario chiarire però, se la intraprendiamo senza essere minacciati a tergo dalla Russia o se potremmo contare sulla partecipazione della Germania ovvero solo sulla sua neutralità.
In quest'ultimo caso saremmo forzati di rivolgere tutta la nostra forza militare contro l'Italia, e abbandonare in ogni eventualità la Germania a sé stessa. Della Prussia, corno purtroppo appare finora, non si può aspettare decisione propria, in caso contrario non avrebbe, accettando finalmente l'armamento di guerra per una parte del suo esercito, insistito con tale energia sullo scopo difensivo di questa misura. Si regolerà sempre secondo l'Inghilterra e non vorrà guastare i fatti