Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1598>
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1598 Friedrich Engel von lanosi
suoi colla Russia, come durante la guerra in Oriente. L'intero peso della guerra che non può e non potrà limitarsi all'Italia, ma come ripetutamente si osservò, nei nostri interessi dovrà trasferirsi al di là del Reno nella Francia stessa, gravi allora sulle spalle dell'Austria, un compito che richiede in sé stesso lo sforzo supremo, ma che non si potrebbe assumere se fossimo forzati di far fronte alla Russia la quale, malgrado il suo presente indebolimento interno, può sempre minac­ciare i nostri confini con 200.000 uomini, almeno. E se in una lotta così disuguale siamo immobilizzati o battuti, una Germania che alza le armi solo allora non conta più. Di faccia a tutte queste eventualità concepibili, la piena mancanza di chiarezza nella situazione politica, costituisce già adesso una calamità infinitamente deplorevole che rende impossibile qualsiasi calcolo. Scegliendo misure così straordinarie come le richiede ormai la conservazione dei supremi interessi, l'incertezza politica accelera solo la rovina. Il Generale d'artiglieria insiste perciò sulla pretesa espressa dall'Aiutante generale di S. M. che siano trovate le indagini e delineato dal Ministro degli esteri in guai posizione l'Austria nella guerra imminente, contro Francia e Sardegna, si troverà di fronte ad altre Potenze.
Dopo che il Ministro degli esteri abbia pure espresso dal lato suo il rincrescimento per la mancanza di sicurezza nella situazione poli­tica, che, segno triste, caratterizza un'epoca nella quale tutti gli Stati sono ligi a seguire i loro impulsi momentanei, non può che ripetere di non poter fare nessun calcolo sicuro sul futuro atteggiamento delle Potenze. A parte la politica di congetture, esso crede però a una pros­sima decisione della Germania, che dovrà o in uno o nell'altro modo parlare chiaramente se l'Austria, ciò che succederà all'inizio della guerra in Italia, si rivolge colla proposta alla Confederazione di mobilizzare l'esercito federale. H conte Buoi è convinto che l'opinione intrinseca della Germania è a nostro favore; ma i Gabinetti, spiccatamente quello di Berlino, timidi nei loro passi, si presteranno docilmente a una deci­sione. Dunque l'esito della nostra proposta è ancora molto dubbioso. Della Russia, meno diretta da interessi che da impressioni, si può presumere nel caso più ottimista, che ci farà credere volentieri a ciò che in verità non ha l'intenzione di fare: di faccia ad una guerra sul Reno però non potrà far la parte di spettatore, ma farà dimostrazioni pure dal lato suo.
Nel frattempo però i fatti si sono talmente precìsati che tutte le ulteriori considerazioni in questo campo non devono impedirci una momentanea e decisiva risoluzione.