Rassegna storica del Risorgimento

DAVID PIERRE ; TALLEYRAND-P?RIGORD CHARLES MAURICE DE ; CISALPI
anno <1937>   pagina <1601>
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FONTI E DOCUMENTI
LE ASPIRAZIONI TERRITORIALI DELLA CISALPINA
IN ALCUNI DISPACCI DIPLOMATICI 11 DI PIERRE DAVID A TALLEYRAKD
Uno degli aspetti più interessanti della conquista repubblicana del­l'Italia, è rappresentato dal risorgere, in tutti gli stati della penisola, delle vecchie controversie di confine e del problema delle aspirazioni territoriali, che agitano e preoccupano. Tutti, chi più. chi meno, hanno qualcosa da rivendicare: antichi possessi, giurisdizioni, terre appar­tenenti un tempo allo stato e poi perdute, diritti di acque, che annose competizioni avevano inasprito, vecchie eredità rimaste sempre insod­disfatte, esigenze commerciali e politiche, necessità per alcuni di avere uno sbocco al mare e di sottrarsi all'influenza politica ed economica degli stati limitrofi, che premono e minacciano. Altri, invece di unirsi contro il pericolo comune, cercano di trarre partito dalle difficoltà in cui si trovano i principi per conseguire, anche violentemente, le ago­gnate aspirazioni; altri, le pongono a base di ogni loro intesa, favo­rendo in tal modo il giuoco della Francia, protettrice e liberatrice di popoli . Si frugano archivi abbandonati, si spolverano bolle papali, s'indaga nelle vecchie cronache alla ricerca d'ogni pretesto plausibile e possibile per affermare e dare una parvenza di legalità alle aspirazioni territoriali, che la presenza delle truppe francesi ha riportato sul tap­peto. E su queste, lunghe interminabili discussioni s'innestano, sia presso il quartier generale di Bonaparte, unico regolatore degli affari della penisola; sia a Parigi, presso il Direttorio, dove gli stati italiani hanno mandato rappresentanti per chiedere, chi libertà e indipendenza, chi la conclusione di trattati di pace per preservare i rispettivi terri­tori dai pericoli della guerra; e, a seconda della maggiore o minore influenza che hanno questi stati e delle garanzie che offrono al governo francese nel quadro della sua politica italiana e delle esigenze militari della campagna, impellenti e predominanti in tutto il 1796 e nei primi mesi del 1797, le trattative hanno maggiore o minore probabilità di successo, suscitando in tal modo, tra stato e stato, e anche tra città e città dello stesso stato, profondi attriti, gelosie infinite, inasprite dal timore che l'avversario si procuri, con concessioni speciali o con trattati particolari, rainieizia e la protezione della Francia, e lunghe violenti polemiche, che hanno la loro ripercussione nei rapporti tra