Rassegna storica del Risorgimento

DAVID PIERRE ; TALLEYRAND-P?RIGORD CHARLES MAURICE DE ; CISALPI
anno <1937>   pagina <1602>
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1602 Carlo Zughi
regione e regione e offrono lo spunto a tutta una letteratura d'occasione, la quale trova la sua eco anche nella stampa periodica italiana del tempo.
Il Piemonte, in lotta con la Liguria, aspira ai principati di Oneglia e di Loano, che gli devono dare, specialmente dopo la perdita di Nizza, la via del mare; e pensa, nel contempo, ad allargarsi nella Lombardia, basandosi su antichi diritti, sanciti da un diploma di Carlo V, Napoli, a sua volta, mentre tratta con Roma per opporsi alla minaccia francese incombente, non ha ritegno di negoziare segretamente col Direttorio l'acquisto di Pontecorvo e di Benevento, che da lungo tempo agogna. II duca di Parma fa domandare al governo francese, per bocca dei suoi inviati a Parigi, l'unione di Brcscello. di Gualtieri, di Guastalla e di una parte del territorio Cremonese. Bologna ha mire su Imola e la bassa Romagna, mentre Ferrara guarda a Cento e alla Pieve, ch'erano state date da papa Borgia in dote alla figlia Lucrezia quand'era andata sposa al duca Alfonso. Modena e Reggio, se pur soggette ad uno stesso Comitato di governo, sono in lotta tra di loro e desiderano rettifiche di confine. Il fuggiasco Ercole IH d'Este intriga a Parigi e presso il com- -missario Saliceti per riavere Ferrara. La Lombardia spinge le sue aspi­razioni fino ad abbracciare il Veneto, il Piemonte e la Liguria per avere uno sbocco al mare e attirare nell'orbita della sua influenza politica ed economica tutta l'Italia settentrionale.
Davanti a questa esplosione di appetiti, Bonaparte e il Direttorio adoperano una tattica temporeggiatrice e lusingatrice insieme, che varia da stato a stato, secondo le necessità e le contingenze, senza però mai impegnarsi a fondo; abbondanti nelle promesse e nelle lusin­ghe, che sanno annientare e tener deste con ingegnosi accorgimenti; accarezzando la vanità degli uni e degli altri col far intrawedere pos­sibili allargamenti territoriali, ma in realtà preoccupandosi soltanto dell'interesse particolare della Francia. L'arma però è buona e se ne servono per premere su principi e su stati, sia per imporre nuovi sacrifici alle popolazioni liberate , ormai esauste; sia per esigere l'adem­pimento di gravosi trattati. Un'altr'arma, di cui si servono con eguale astuzia, è la minaccia di un ritorno austriaco, che sanno sfruttare a dovere, specialmente in Lombardia, dove l'avversione contro Vienna era molto diffusa e radicata.
Particolarmente interessante e degno di rilievo è il movimento espansionistico cisalpino, nel quale tendenze e partiti politici in lotta ai placano per procedere d'accordo. Il sogno di un grande stato lom­bardo in comunicazione diretta col mare, è accarezzato tanto dai con­servatori, che dai democratici moderati e dai repubblicani di sinistra,