Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1937
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1617
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VicQnda sul mare Hello, campagna austro-napoletana, ecc. 1617
che altro Dalmati e Levantini, che, a stento trattenute in periodo di pace con la cooperazione dell'Austria, non potevano non riformarsi ora e presentarsi minacciose all'apparire delle ostilità fra i due Stati. l>
La presenza di questi navigli fu infatti segnalata fin dal novembre nell'Adriatico e nello Jonio e poi verso la fine di quella guerra anche nel Tirreno. Naturalmente al principio tutto questo si presentava come portato d'iniziativa privata, ed il Governo napoletano, prima dello inizio dell'ostilità con l'Austria, tentò combatterlo nelle forme ordinarie, inviando, alla fine di novembre del 1820, il barone Nanni consigliere della Sicurezza pubblica, nelle provincie bagnate dall'Adriatico e dallo Jonio.
Ma quando durante le ostilità apparve indubbio l'intervento dell'Austria nell'organizzazione di queste compagnie, il Governo napoletano ricorse a quelle più radicali e vaste misure che sono state più sopra accennate e che gli avrebbero permesso non solo di tener testa a queste flottiglie o ad eventuali movimenti della flotta austriaca, ma di danneggiare a sua volta il commercio dell'Impero.
Si rispecchia, in fondo, qui la rivalità, non sempre latente, con Trieste, allora nella sua piena ascesa commerciale, che era venuta con la sua grande attività e la sempre crescente ricchezza a turbare, e non poco, l'equilibrio mercantile dell'Adriatico e dello Jonio.
Si vedrà, infatti, più avanti che le ripercussioni di questa lotta commerciale, per quanto riguarda l'Austria, verranno risentite, quasi esclusivamente, da Trieste,2) la cui Deputazione di Borsa, il massimo consiglio commerciale della città, interverrà più d'una volta pressò ' le autorità austriache onde far presenti le preoccupazioni dell'intero ceto commerciale della città, per la situazione creatagli dall'atteggiamento del Governo napoletano e dalla presenza della flotta di questo nell'Adriatico.
Intimamente connesso con i provvedimenti ora accennati è appunto il decreto approvato dal Parlamento costituzionale delle Due Sicilie in questo stesso giorno, e già riferito, circa l'embargo da porsi sui navigli commerciali austriaci che si trovassero nei porti napoletani.
x) A. S. N. Ministero degli steri, fase 3041.
2) n movimento di navi napoletane nel porto di Trieste era in media di dieci legni grandi mensili su un movimento di pia di un centinaio di unità dì varie nazioni; crueato movimento durante l'embargo scese al disotto della metà.