Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1937
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pagina
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1619
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Vicende sul mare ti eli a campagna austro-napoletana, ecc. 1619
Non stupisce, dopo ciò, che il Mettermeli partendo da ben altro punto di vista, l'adesione del Re delle Due Sicilie al provvedimento punitivo del Congresso del quale l'esercito austriaco non era che l'esecutore materiale, e senza perdersi in distinzioni, per lui non facilmente comprensibili, circa la possibilità di un volere del Popolo e uno del Governo, sia andato anche più in là dei Deputati napoletani, e, con bella finzione, non nuova, però, nella storia della politica, sia giunto sino a negare l'esistenza di uno stato di guerra fra Napoli e l'Austria.
Con la reazione austriaca, lo scopo immediato del decreto che era quello, almeno ufficialmente, di salvaguardare i legni che si fossero trovati nei porti nemici, veniva naturalmente, a fallire.
A muovere lo zelo del Luogotenente generale in Trieste, barone di Spiegelfeld, ci voleva di solito, molto di meno che una nota del principe di Metternich, e per di più in nome dell'Imperatore!; è, pertanto, facile spiegarsi la rapidità con la quale si affrettò a dar seguito ai venerati dispacci ..
H giorno successivo, infatti, 28 febbraio, diramava gli ordini opportuni 1) alle autorità marittime dipendenti di Trieste e di Fiume incaricando quest'ultimo di far pervenire con apposita staffetta analoghi dispacci a S. E. il Governatore di Zara ed al Capitano del porto di Segna.
Mentre il Magistrato di Sanità di Trieste ed il Direttore di Polizia, venivano incaricati, più particolarmente, di vigilare sugli equipaggi dei navigli che sarebbero stati posti sotto sequestro e la Deputazione di Borsa della città di informare della cosa i commercianti interessati, il Console di S. M. Siciliana in Trieste veniva avvertito del provvedimento di rappresaglia perchè d'ora in poi sappia astenersi da ogni ulteriore spedizione di qualsiasi bastimento napoletano o siciliano da questo porto franco e perchè desse a tutti i vice consoli ed agenti consolari da lui dipendenti l'ordine di non favorire spedizioni ulteriori di bastimenti napoletani fuori dei porti austriaci.
Sempre nello stesso giorno il barone Antonio di Spiegelfeld informava della cosa la cittadinanza di Trieste con apposita notificazione e ordinava alle autorità di Fiume e delle città del litorale di fare altrettanto, a tutti gli uffici dipendenti inviava poi la seguente circolare:
All'I* R. Governo austriaco è pervenuta immediatamente da Napoli la notizia che il Governo di Napoli ha messo il sequestro sopra tutti li bastimenti austriaci esistenti ne* porti del Regno.
J) A. S. T., fondo cit., n. 400 pr.