Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1937
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pagina
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1620
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I620 Leopoldo Sanciti'
Benché il Governo austriaco non si consideri menomamente come posto in istato di guerra col Regno di Napoli, .questo Governo pertanto dietro espresso ordine di S. M. l'Imperatore e Re nostro. Sovrano* comunicato con dispaccio di 27 spirante da S. A. il Principe di Mettermeli a fine di guarentire e di tutelare il vantaggio de' naviganti austrìaci in quanto è nel suo potere si trova nelle necessita di ordinare l'esecuzione rappresaglie, di comandare quindi che sull'istante sia messo il sequestro sopra tutti i bastimenti napoletani e siciliani esistenti in porti di questo I. R. Governo, e che tale sequestro abbia da durare finché sarà pervenuta la certa notizia, che il sequestro messo nel Regno di Napoli sui bastimenti austriaci sia stato levato.J)
Ma prima che giungesse la notizia certa della cessazione di queste rappresaglie dovranno passare ancora dei giorni durante i quali l'embargo verrà scrupolosamente applicato da tutte e due le parti.
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Il Governo napoletano era tenuto al corrente di quanto accadeva in Trieste ed in genere, nelle terre dell'Impero, in questo momento, da quel valent'uomo che fu Antonio Giustina console napoletano in quella città. 2)
Costui, infatti, il 2 marzo scriveva a Sua Eccellenza il Signor Commendator Pignatelli incaricato del Portafoglio della R. Segreteria di Stato e Ministro degli affari esteri come S. M. l'Imperatore d'Austria avesse ordinate le note rappresaglie, inviava un elenco dei legni napoletani rimasti sotto sequestro unitamente ad una copia della circolare sopra riportata, del I. R. Governo austriaco del litorale sullo stesso argomento ed esternava il timore che da parte di Vienna si passasse ad un altro grado di rappresaglie, quello cioè di colpire le singole proprietà private dei commercianti napoletani in quei porti che, secondo quanto scrive il Console, non sarebbero state né poche né di poco valore.
Che il barone di Spiegelfeld fosse proprio dispiacente di dare al cav. Antonio Giusti ni, tutte le seccature che una simile situazione poteva creare, non è facile pensarlo.
Per quanto fossero più di trenta anni che il Governo austriaco in Fiume prima ed in Trieste poi avesse a che fare con questo zelantissimo rappresentante del Governo napoletano, pure di recente le relazioni si erano alquanto raieddate, a causa del giuramento che il Giustini aveva prestato alla nuova Costituzione del Regno napoletano.
i) A. S. T., fondo cit., n. 400 pr.
*) A. S, N. Minuterò degli ettari, fase. n. 3039.