Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1937
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pagina
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1621
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Vicende sul mare 'della campagna nustro-napolotana, ecc. 1621
Le cose giunsero, anzi, a tal segno che il barone di Spiegelfcld con sua nota del 12 dicembre 1820 gli faceva sapere che
avendo Ella prestato al nuovo Governo di Napoli, sebbene non riconosciuto dal' 1*Austria, il giuramento di fedeltà, non ostante là naturale di Lei sudditanza austriaca questo Governo per espresso superiore contando degli Eccelsi Ministeri degli Affari Esteri e di Polizia del di 30 novembre a. e. sospende in pena della reprensibile trascurala di Sagri Doveri di Suddito austriaco, dall'esercizio delle sue funzioni Consolari, e quindi Le ingiunge di ritirare le Armi esposte nella Gasa di sua abitazione.
Come si vede la questione era tutt'altro che semplice, complicata dal fatto che essendo nato il Giustini in Fiume nel 1759 era legittimamente dall'Austria considerato come suo suddito.
Della corrispondenza che il Giustini ebbe allora su questo oggetto con il Duca di Campochiaro si apprende come si destreggiasse assai bene e riuscisse, in fine, a spuntarla se non in tutto, almeno in parte. Egli distinse subito i due aspetti della questione quella che riguardava la sua persona e quella che concerneva la possibilità o meno di conservare sulla fronte della residenza consolare le armi del Governo da lui rappresentato. E segnatamente su questo secondo punto che insiste con grande abilità il Giustini facendo osservare che essendovi un viceconsole, che, poi, era suo figlio Francesco, il quale poteva conservare la propria carica senza tema di molestie di sorta, esisteva anche la continuità dell'esercizio delle funzioni consolari e che pertanto senza commettere un gravissimo abuso, il Governo di Vienna non poteva impedire l'uso dei segni esterni dell'esistenza di un Consolato di S. M. il Re delle Due Sicilie in Trieste. Oltre a ciò il Giustini aveva fatto presente alle autorità politiche di Trieste che il ritiro delle armi dal Consolato di Trieste voleva dire che anche tutti i viceconsoli delle varie città del Litorale avrebbero dovuto fare lo stesso, in quanto dipendenti da quello di Trieste e che sospendendo, per logica conseguenza le loro funzioni, si poteva poi giungere alla sospensione delle relazioni commerciali ira le Provincie del litorale ed il Regno. Sembra che questa considerazione abbia fatto un certo colpo sul barone di Spiegelfeld, perchè, in attesa di istruzioni da Vienna, si affrettò ad ordinare agli uffici dipendenti di riconoscere, a tutti gli effetti, l'esistenza di un viceconsole nella persona di Francesco Giustini. In data, finalmente, del 18 dicembre, con una nota spedita, per sfuggire alla vigilante oculatezza del Governo austriaco, con indirizzo al Sindaco di Monopoli e
i) A. S.JV Ministero degli esteri, Bonn, ti. 3030., *) A. Si IV., Ministero degli iteri fase. 089.