Rassegna storica del Risorgimento

1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno <1937>   pagina <1625>
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Vicende, mi mare Hello campagna austro-napoletana* ieec. 1625
Di notizie interessanti da arrivare alle orecchie di S. A. R. il Duca di Calabria, in realtà, ne circolava più d'una, ma di queste, prima che arrivassero fino a lui per via ufficiale, la gente della strada alla quale giungevano come sempre giungono con celerità* inaudita, faceva quel vaglio che credeva e ne subiva quelle ripercussioni alle quali l'eccezionalità del momento l'aveva resa sensibile.
Le precise informazioni, infatti, che pervenivano al Governo napoletano sulle rappresaglie austriache e sui movimenti di quelle flottiglie irregolari che pirateggiavano per l'Adriatico e la notizia che per istigazione dell'Austria altre se ne stavano formando nel Tirreno, non potevano non ripercuotersi sullo spirito pubblico napoletano e sul Parlamento in quei giorni particolarmente presi d'alto entusiasmo patriottico, anche se non profondissimo. Non appena, infatti il vice­console di Piombino dette al "Ministro degli esteri, Duca di Gallo, la notizia che in Portoferraio si stavano preparando alcuni bastimenti armati per mandarli in corso nelle acque napoletane, e che altret­tanto si faceva in Piombino, mentre i Ministri della guerra e marina stavano studiando i provvedimenti da presentare al Parlamento onde far fronte a questa nuova minaccia, ecco pervenire al Parlamento non poche domande di privati cittadini tendenti ad avere l'autorizzazione di poter armare a proprie spese piccoli legni e di andare con questi nell'Adriatico a dar la caccia ai nemici della brava nazione napole­tana . Per quanto la flotta fosse forte e ben preparata pure non dove­vano essere ignote le difficoltà in mezzo alle quale si dibatteva il Mini­stero della marina per far fronte alle molte necessità che la difesa delle coste, le rappresaglie commerciali, la protezione delle piazze forti, imponevano e tutte con carattere urgente. Così per la difesa di Pescara si dovette ricorrere, per rimediare una quarantina di barche canno­niere, ad armare delle barche acquistate sul posto, mentre per Gaeta dietro richiesta insistente del Governatore di quella città Maresciallo di campo Bcgani, il Ministro interinale della guerra Pietro Colletta, deve sollecitare dal proprio collega della marina l'invio di una divi­sione di dieci o dodici barche cannoniere delle quali quattro almeno del calibro 24 e due scorridore , che, secondo il desiderio del Governatore di Gaeta, avrebbero dovuto essere comandate dal capitano di marina Casella. Ma non sempre il Ministro della marina può da solo provvedere a tutto e, per disposizione del Prìncipe Reggente, deve rivolgersi a quello della guerra per avere i mezzi di difesa delle isole di Ponza, Santo Stefano e Ventotene, che egli aveva deciso di abbandonare perchè impossibilitato a difenderle con la truppa di marina a sua disposizione.