Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1937
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1628
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1628 Leopoldo Sandri
Nello stesso giorno il decano del Consiglio di Stato, Giuseppe Poli inviava al Ministro competente copia del parere in questione:
Il Consiglio di Stato incaricato da Sua Altezza Reale il Principe Reggente di esaminare il Progetto di Legge sulle [piede marittime presentato air A. S. R. il Segretario di Stato Ministro della Guerra e della Marina, ha considerato
Che il nuovo diritto pùbblico delle Nazioni incivilite ha consegrato la madama filantropica che i popoli debbano nello stato di pace farsi reciprocamente il maggior bene, e nella guerra il minor male possibile, senza nuocere a* loro veri interessi;
Che sia perciò riprovabile come contrario alla buona morale ed all'umanità il principio del Diritto Romano di potersi depredare i beni di pacifici inermi abitanti di uno stato conquistato;
Che in conseguenza debba riguardarsi come un residuo dell'antica barbarie il sistema di predare i legni mercantili de' particolari, i quali non sono punto dinaiimf da beni di pacifici inermi cittadini, quando non trasportino de' generi di contrabando di guerra, o non rechino de' viveri nelle piazze assediate o bloccate, o non vi sieno motivi di esercitare contro di essi una giusta rappresaglia.
Ha riflettuto d'altronde il Consiglio che il Regno essendo quasi cinto da mari e la nostra Nazione essendo essenzialmente agricola, rischia coli'autorizzarsi le prede marittime di perder molto del suo cabotaggio, nell'attochè l'esperienza ha mostrato in altri, tempi che coll'essersi rilasciate le lettere di marco vi ha solo guadagnato qualche straniero, meno ancora per le prede, che per lo contrabando.
Ed in ultimo ha osservato il Consiglio che mentre col nuovo progetto non si farebbero che lievi cangiamenti alla legge esistente de' 12 ottobre 1807 sulle prede marittime, col convertirsi in legge, verrebbe a darsi una nuova sanzione a quel legale sistema di pirateria, di cui il progresso de' lumi, l'umanità, ed il nostro particolar interesse reclamano altamente l'abolizione, e che onor sommo ne verrebbe alla nostra Nazione se la prima desse l'esempio di proscrivere dal Codice della guerra.
Quindi ha per tali riflessi opinato il Consiglio di Stato che per ora sia conveniente di nulla innovarsi su quest'oggetto.
J Consiglieri di Stato: (.) Giuseppe Poli Barone Francesco Magliano Primicerio Vecchi Conte Michele Milano Comm. Andrea De Angelis Cav. Roberto Filangieri Biagio Michitelliecc.,1)
La dichiarazione non manca di solennità, ma anche così, quale richiedeva lo stile del luogo e forse anche degli uomini che lo componevano, serve ad aprirci uno squarcio di luce su quel mondo ideale, di cui il Consiglio era il depositario, e nel quale erano venute riflettendosi un po' tutte le dottrine che i grandi filosofi e giuristi napoletani avevano bandito e l'eco che queste avevano avuto nel mondo. Vi
l) A. S. N., Ministero dalla marina, fase. 136.