Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
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1937
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1630
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1630 Leopoldo Sandri
Il Ministro della marina, Parisi, l'autore del noto piano di attrezzatura marinara di cui si è parlato più innanzi, che aveva veduto respinto il suo progetto di legge sulle prede marittime per i motivi ora accennati, doveva in quei giorni riconoscere di fronte all'aggravarsi di ora in ora di tutti i problemi e dell'esperienza che, come si è veduto, dovette fare che gli ordini e la volontà non bastano - la mancanza di fondi ha resi vani tutti gli sforzi .
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L'embargo intanto era applicato dalle due parti con grande rigore. Nelle acque del Regno delle Due Sicilie erano stati catturati a tutto il 13 marzo undici legni, appartenenti a sudditi austriaci, fra i quali i brigantini Barone Rossetti, Sagittario, Distinto quest'ultimo, riuscito a fuggire, sarebbe stato poi raggiunto dalle barche cannoniere napoletane e ricondotto sotto sequestro.r) Nei porti di Trieste, invece, e dell'Istria, allo stesso giorno, figuravano catturati 12 legni napoletani fra i quali un solo brigantino L'Intraprendente. 2>
Non sappiamo quali provvedimenti adottasse il Governo napoletano nei confronti degli equipaggi delle navi sequestrate, si sa solo, però, che fra i ministri si discusse a quale di loro, per competenza fosse spettata la conservazione dei legni sequestrati. Una proposta del Ministro della marina, approvata dal Principe Reggente, che affidava questa incombenza al Ministro delle finanze tagliò corto ad una discussione che poteva anche durare a lungo.3) Al contrario il Governo austriaco si rese subito conto del problema e dei suoi vari aspetti, e, anche per le diversissime circostanze in cui poteva operare in Trieste in confronto di quello napoletano, come prima cosa si occupò delle possibilità di vita degli equipaggi e dei mezzi di cui disponevano per il sostentamento. Tenuto a conoscenza che nella maggioranza dei casi, si trattava di povera gente le cui scarse risorse si sarebbero presto esaurite, il Governatore adottò tutte quelle misure che furono ritenute necessarie perchè quelle ciurme, ridotte in miseria, non divenissero di nocumento all'ordine pubblico. Tali premure erano la conseguenza di una diligente inchiesta fatta compiere sul loro conto dal Magistrato di Sanità del porto di Trieste dalla quale era emerso che nessuno dei capitani e tanto meno gli equipaggi, avevano altra occupazione di
1) A. S. T., fondo cit. a. 259-60.
2) A. 5. N., Minuterò degli esteri, fase. 30-41, * A.S. Sfa Minuterò detta marina, pag. 135.