Rassegna storica del Risorgimento
1820-1821 ; AUSTRIA ; DUE SICILIE (REGNO DELLE)
anno
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1937
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pagina
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1635
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Vicende sul mare fletta campagna austro-napoletana, ecc. 1635
acque. Il brick di cui si parla sembra essere il Calabrese che partito il 18 febbraio da Messina, dopo 6 giorni di navigazione era stato costretto dal mal tempo a ritornare al porto di partenza e che il 14 di marzo aveva ricevuto nuovamente l'ordine di partire per Ancona. Comunque, le notizie riferite dal Sopranick, scrivevano i capi delle società di assicurazione nei loro rapporti,
posero nel massimo allarme e costernazione tanto noi infrascritti quanto il Commercio tutto, per li sommi danni che una tale ostile misura va a recare al Commercio ed agli Assicuratori, non già perchè si tema per la confisca dei legni che sono o che verranno catturati; dacché il Nostro Augusto Sovrano avendo solennemente dichiarato che egli non è in Guerra con il Regno di Napoli, come lo comprova la circolare del 28 febbraio p. p. non vi può essere il caso di confisca sopra le proprietà dei sudditi dell'Angusto nostro Sovrano, ma li danni di cui si teme si è il deviamento del viaggio, ed il ritardo che in conseguenza dell'arresto dovranno soffrire le merci pria che giungono in possesso de' proprietarj, il quale produrrà patimento nelli generi dalla lunga stata a bordo dei bastimenti, senza parlare di quelli derivanti dalla variazione dei prezzi che nel frattempo ponno accadere e della manumèssione delle merci molto da temersi quando queste vengono anche per pocco in mano di cattori.
Ci affrettiamo quindi di portare a cognizione della spettabile Deputazione di Borsa, l'ingrato emergente, affinchè si compiaccia di prontamente awanzarlo allo Eccelso Governo j e supplicarlo in nome nostro e del Commercio'perchè si compiaccia di far pervenire a piedi di S. M. l'Augusto nostro Sovrano l'umili nostre istanze affine si degni d'awanzare gli ordini opportuni a chi spetta perchè tutti li bastimenti e carichi depredati da legni napoletani o sequestrati nel Regno delle Due Sicilie, vengano immantinenti liberati dall'arresto, e che innibito sia agli incrociatori Napoletani di molestare la Marina e il Commercio de' sudditi di S. M. l'Augusto nostro Sovrano, ed in tal guisa preservare il Commercio e gli Assicuratori da' sommi danni che dagli esposti motivi anderébbero innocentemente ad incorrere, e con ciò animare lo spirito d'entrambi che trovasi al sommo abbattuto per l'insorta ingrata emergenza.1)
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Nel trasmettere questo esposto all'eccelso Governo la Deputazione di Borsa faceva per suo conto notare che, sebbene le consolanti notizie avute intorno all'esito della guerra nel napoletano facessero prevedere la prossima cessazione di ogni ostilità, e che nelle peculiari circostanze di questi ultimi avvenimenti non vi fosse motivo di temere la confisca de' legni e dei carichi sequestrati, pure i negozianti austriaci sapevano bene, per loro dolorosa esperienza, a quali e quanti danni può dar luogo anche il semplice fermo dei bastimenti.
Prescindendo poi anche dalla considerazione dei danni che potessero derivare dai sequestri predetti, la Deputazione di Borsa non poteva non occuparsi del fatto che seguitando i napoletani a tenere occupate
I) A. S. T., fondo cit., n. 557.