Rassegna storica del Risorgimento
CONFALONIERI CASATI TERESA
anno
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1937
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pagina
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1641
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Gabrio Casati: Memorie sulle sventure di mia sorella Teresa 1641
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Fu anno tenibile per la nostra Italia il 1821. Io non giudicherò delle cose politiche d'allora e neppure vo' dirne alcuna cosa. Fuwi vera congiura? Come fa? Di che si trattò? Misteri! Ed io in questi profondi misteri non voglio spingere la mia veduta. Altro non so ch'io in quell'anno me ne stava a Pavia, che avendo preso il grado accademico in Legge nel 1820 volea sollevarmi dalla noia di tre anni di studio fatto per compiacenza altrui, ma pure con eguale impegno come se di mia scelta, perchè l'onore mi fu sempre sommamente caro, coH'essermi iscritto al corso matematico onde in quell'anno stesso prendere pure in quella facoltà il grado accademico come feci. Intento alle formule più che alle vicende politiche non seppi che vi fosse alcun temporale politico.1)
Seppi nel gennaio che mio cognato Confalonieri era malato e la fama avendomi ingrandito la gravezza del malore accorsi a Milano di tutta fretta, lo trovai ma non oppresso dalla malattia, e la mia buona Teresa non avea necessità de' sussidi che il mio core era pronto a prestare col dedicare l'opera mia a sollevarla. Fui di ritorno immediatamente a' miei studi.
Ma la cagione dell'infermità dell'infelice mio cognato era troppo forte che con leggera crisi potesse superarla.2) Chi si sente robusto e giammai fece seria prova di quel retaggio che l'inferma nostra natura acquistò dal primo fallo credesi sì fattamente superiore alle percosse delle infermità che ogni cautela a conservare la salute diretta spregia e rifiuta. Tale era Federico.
Sorti egli dalla natura un fisico robusto, direi quasi atletico, quindi a tutte le vicende delle stagioni indifferentemente esponessi quasi ad innocui oltraggi. Al principio di quell'anno era di ritorno da Firenze, era gonfio il Taro e non ancora edificato quel bellissimo ponte ch'ora vi cavalca, uopo era guadarlo3) Io non so in quel modo Confalonieri tutto bagnossi in quel traghetto e cosi inzuppato continuò il viaggio sino a Milano.
i) Questa ignoranza totale deve essere qui misura di prudenza per il caso che il manoscritto fosse caduto nelle mani della polizia austriaca. Più tardi, nella lettera datata da Lione il 12 maggio 1849 pubblicata in GUAMEMO, Gli ultimi rivolgimenti italiani, "Firenze, Le Monnier, 1852, riferendo un colloquio da lui avuto con l'imperatore Francesco il 13 gennaio 1824, scrisse: (il sovrano) si espresse in modo benevolo a mio riguardo, dicendo che in tutti gli atti processuali da lui letti non aveva veduto il mio nome, la qua! cosa fu per me rassicurante, giacché sebbene non avessi avuto alcuna ingerenza diretta negli affari del 1821, qualche fatto particolare, a cui avevo preso parte essendo studente a Pavia, avrebbe potuto dare appiglio agli inquisitori a procedere a mio danno, sicché fuwi un'epoca in cui aveva pensato all'evasione .
2) Sulla malattia di Federico Confalonieri e le cure prodigategli da Teresa è questo il testo più interessante e diffuso. Esso conferma sostanzialmente il racconto fattone dal Confalonieri all'Andryawe e da questi riferito nelle suo Memorie d'un prigioniero di Stato nétto Spielberg, traduzione italiana, Milano, Sanvito, 1861, voi. IL pp. 235-236 (cr. anche il Carteggio del eonte Federico Confalonieri pubblicato da GIUSEPPE GÀIXAVBESI, Milano, Riparta, 1810-1813, voi. II, pp. 404 e segg.; CERTA, Vita di una moglie, pp. 113 e segg., ecc.).
3) Nell'inverno 1821 non era ancora compiuto il grande ponte sul Taro, tra Parma e Borgo San Donnino, costruito sotto gli auspici della duchessa Maria Luigia.