Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI CASATI TERESA
anno <1937>   pagina <1642>
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1642
Paolo Terrìtzxi
L'umidi tu così assorbita dal cotpo umano è uno dei nemici più fieri al PUÒ ben essere, e tale fa eziandio per Gonfalonieri.
I primi sintomi di malattia che sentì gli riguardò come un semplice raffreddore, ma ben altro esser dovea in lui questo germe d'infermità. Io lo vidi in allora quasi ridotto all'orlo della tomba ed asciugai le lagrime del dolore che sgorgavano dagli occhi della mia buona Teresa. Gìovin donna che appena avea raggiunto il trigesimo* terzo anno, dotata dal cielo di non comune bellezza toccava il quintodecimo anno da che avea a Federico giurato fedeltà; giuramento da lei serbato col candore di pura vergine. A lui solo il suo cuore era stato donato, egli solo ne fu arbitro.
Ella vedeasi nel più bel fiore degli anni all'istante di vestire vedovile gramaglia, ed allora che malattia che pur prevedeva che, ancora ritolto alla tomba, avrebbe afflitto pel resto de' suoi giorni il consorte,1) sarebbe stata a lei confortante l'idea di dover impiegare il rimanente di vita che pure essere lunga potea a raddolcire le sue pene, tenerselo a Lei stretto e rendere a lui meno gravosa un'infermità che costretto l'avria ad un genere di vita inattivo ben diverso da quello praticato fin allora da lui, che nemico d'un infingardo riposo continuamente a molte cose in pari tempo dava opera. Ve chi crede solo debolezza quell'espansione di cuore a cui in istato d'afflitta salute l'uomo s'abbandona; no, non è debolezza, 6 ascoltare que* sentimenti che un cuore ben fatto non rifinta giammai, ma che la foga d'altri pensieri ai quali l'uomo dona più, peso opprime e tien celati.2)
Quando il mortale è da malattia all'inazione da fatti esteriori costretto, l'animo che agire pur vuole a que' sentimenti dà volta, e non sono a lui nuovi ma gli riprende con ansietà e con piacere gli accoglie ed immensa dolcezza .e sollievo de* suoi mali ne adduce.
Così Confalonierì in que' momenti tutti que' teneri sentimenti che pur è forza acchiudesse in petto alla diletta esprimeva, e quando da medici quasi abbandonato e dalla religione confortato credevasi che all'ultimo istante fosse vicino a sé chiamatala le disse: a Non t'affliggere, Teresa: io muoio tranquillo, una sola cosa mi è dispiacevole in questo momento, desidererei vivere per attestarti in modi più espressivi l'amore che ti porto . Quale strale al cuore di quella dolente! Altro che la sua fortezza d'animo valea a mettere coraggio in cuore al marito.
Ed è in questi istanti di lotta colla morte ne' quali viene accusato Confalonierì di trama contro lo Stato. Grande Iddio tu sei conoscitore di tutto, tu sai ove è la verità e l'errore) tu... Perdona il mio trasporto. Ma lo viddi io stesso sul letto di morte; io tm a lai vicino quando il ministro di Dio gli porse il pane che dà forza onde sostenere la fatica del gran viaggio, io ascoltai i medici Borda, Locateli! e altri di men nota fama 3) concordi credere spenta quasi del tutto ogni speranza.
In questi momenti non ewi cura che la brava Teresa non prodigasse al consorte. Ella vegliò intere notti continue e a forza veniva obbligata prendere alcun riposo.
1) Il Gonfalonieri non ri rimise mai completamente: da allora soffrì di disturbi di cuore che si aggravarono negli ultimi anni della vita.
2) Gabrio Casati non poteva più delicatamente accennare alla freddezza, per non dir peggio, che il Gonfalonieri dimostrò in quei tempi alla moglie, sopra tutto a partire dal 1816.
3) Il dottor Bordo e il dottor Locateli! (questi era stato medico di corte col Beau-harnais), sono citati in una lettera del marchese Tassoni (Carteggio, li, p. 438), fra anelli che curarono allora Federico.