Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI CASATI TERESA
anno <1937>   pagina <1643>
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Gabrio Casati: Memorie sulle sventure dì mia sorella Teresa 1643
Ella sentiva la forza di sostenere tali fatiche, non avca essa pure conosciuta grave malattia giammai, e allo stato di florida salute il vigore dell'età s'aggiungeva e la spinta dell'amore.
Quel leggero raggio di speranza s'accrebbe ed io ritornai all'università ai primi di marzo lasciando il cognato nella lusinga d'una prossima convalescenza
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Scoppiarono frattanto i torbidi del Piemonte, ma nessun colpo di consenso si ascoltò in Milano; solo quell'allarme che venne gettato dagli incauti a cui pure inte­ressar dovea coprire con esteriore di fidanza ancorché alcun pericolo di prossimo cangiamento di governo esser vi potesse. ')
A Pavia bolliva auella gioventù ed io prudente cosa credetti in quelle circostanze ricondurmi in seno alla famiglia.
Cosi fui vicino anche all'amata sorella che sempre anche negli anni antecedenti quando i miei doveri lasciavanrni ozio a lei lo dedicava, ed a lei il più delle volte ero compagno nell'estiva stagione al passeggio, e se alcuna cosa desiderava che da me far si potesse a suo prò' fnmmi sempre dolcissima cosa il prestarmivisi con prontezza in modo rendere le brame sue compiute. E quanto compenso n'ebbi di cidi
Esperta essa del vortice che mondo s'appella e che tonti incauti strascina nell'abisso della miseria e dei vizi giacché vidde le corti le più brillanti, che dama di palazzo fu al tempo che queste provincie col nome di Regno Italico servivano al despota della Francia e all'ingordigia di quella nazione;2' conoscitrice degli uomini che in più e disparate circostanze ebbe campo a scorgerne i difetti e le virtù; saggia e virtuosa che sempre mai illesa si trasse da ogni taccia la più lieve, larga mi fu d'insegnamenti che raccolsi dal suo labbro che affetto spirava per me, e racchiusi nel mio cuore onde farne un tesoro conservatore del mio benessere. Chi sa in quali guai inciampato avria se abbandonato alla mia inesperienza non avessi avuto Lei per scorta.
Egli è vero che di Madre amorosissima e saggia m'avea il Signore fatto dono,3) donna essa pure impareggiabile a cui invoco lunghi e felicissimi anni ancoro, ma ognuno sa che i medesimi precetti più facilmente s'accolgono dalla voce di chi non ha diritto d'autorità sopra chi ascolta, che l'amor proprio il più delle fiate mette l'animo nostro in diffidenza, quasicchè chi a noi precede in autorità solo parli per tema che questa gli sfugga, oppure che ima troppa distanza di età lo tolga alla conoscenza di quelle circostanze che ne attorniano, come se il mondo ad ogni generazione si cangiasse mentre diversificano soltanto le forme, ma intrinsicamente è e sarà mai sempre la stesso cosa.
i) n Cosati allude qui ai segni manifesti di spavento di alcune alte autorità austriache, a cominciare dal Viceré, arciduco Ranieri, che aveva dato ordine di provvedere allo partenza della corte.
2) Teresa aveva fra l'altro accompagnato la vico regina Augusta Amalia a Parigi, per il matrimonio di Napoleone con Maria Luigia, restandovi circa tre mesi (primavera del 1809);
s) Donna Luigi de' Capitoni di Bettola (1776-1852), seconda moglie di Gaspare Casati (17561808), e madre di Gabrio. Teresa ora figlia, come già detto, della prima moglie di Gaspare, donno Maria Orrigoni (1765-1793).