Rassegna storica del Risorgimento
CONFALONIERI CASATI TERESA
anno
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1937
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pagina
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1644
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1644
Paolo Terruzzi
Al conversare con. Essa debbo pure se nuovo non fui nella società di usanze che la convenzione richiede e che il più de* giovani apprendono a rispettarle col malincuore di essersi alcuna volta resi ridicoli, e beffati da queglino che poco indulgenti non vogliono nulla concedere all'inesperta età, e direi quasi gioiscono cogliere l'occasione di rifarsi di quelle beffe ch'essi pure a loro tempo raccolsero.
Nel tempo di mia dimora a Milano che durò quasi tuttala quaresima di quell'anno fino alla settimana dopo la Pasqua, termine delle ferie di quella stagione, le armi austriache aveano distrutta la rivoluzione in Piemonte, dichiarato Re Carlo Felice, e Carignano, che per lo innanzi da Reggente del regno costituzionale erasi vestito della divisa del. tradimento, messo in disparte, tutto sembrava divenuto tranquillo.2)
Richiamati i giovani studenti ch'erano iti in Piemonte ad arruolarsi alla tricolo-rata bandiera che assicurati furono del perdono, ed io stesso posso assicurare che il R. delegato di Pavia verbalmente a nome del Presidente del Governo di Lombardia garantiva la dimenticanza del passato. E forse avvenuto saria ciò se persone alle quali preme far scala a sé colle miserie altrui od alcun Principe cui il patibolo coperto di velluto è trono,3' non accendeva il fuoco della vendetta e compresse il bel voto emesso dal primo fra gli Austriaci ministri: *) noi siamo abbastanza forti per essere indulgenti .
Sì, lo erano abbastanza forti, e questa forza si sarebbe raddoppiata anzi centuplicata colle dimostrazioni di clemenza, e dove infatti maggiormente si rinnovarono i tentativi di rivolta, ove un sangue sparso ad onta delle più venerabili suppliche grida al cielo vendetta. Se pur non era innocente quel misero s) lo era il sacrosanto unto
y Con essa, cioè con la sorella. Sulla simpatia e la stima che destava Teresa in quanti l'avvicinavano, sull'accortezza e il buon senso di coi diede prova nelle più difficili circostanze vedi anche il CERIA, Vita di una moglie, e il Carteggio sopra citato che contiene molte lettere di lei e a lei indirizzate.
2) Tutti sanno quale fu l'esecrazione votata dai liberali italiani a Carlo Alberto, principe di Carignano, dopo l'insuccesso della rivoluzione piemontese. In data 30 aprile 1821, il Confalonieri, che sul contegno del principe era in condizione di essere meglio informato di altri, scrisse una lettera violentissima al marchese Gino Capponi (Carteggio, voi. II, p. 423):
Che ne dicesti tu di quell'infame nostro principe italiano? . Gabrio Casati, che accusa qui il Carignano di tradimento doveva poi diventare nel 1848 presidente del Consiglio dei Ministri di re Carlo Alberto.
3) Allusione a un'altra bestia nera dei liberali italiani, a Francesco TV di Modena che sostenne allora presso la corte di Vienna la necessità di una repressione implacabile, anche nella speranza di compromettere sempre più la posizione del principe di Carignano. E noto che il duca di Modena aspirava al trono di Sardegna come marito della figlia primogenita di re Vittorio Emanuele I.
Ciò spiega, sebbene non giustifichi, il contegno ostile, cui si farà cenno più innanzi, tenuto dall'arciduchessa Beatrice d'Este, madre di Francesco TV, nei confronti del Confalonieri. Essa lo doveva considerare traditore due volte: della Casa d'Austria e della Casa di Modena per essersi egli, nipote (figlio del figlio), della sua antica maggio r-doma, la contessa Anna Bàgli Gonfalonieri, accostato al Principe di Carignano.
*) Il principe Clemente di Mctiarnich*
s) Credo che il Casati alluda qui al sacerdote Giuseppe Andreoli, giustiziato da Francesco IV di Modena nell'ottobre del 1822, non ostante lo suppliche del vescovo di Reggio.