Rassegna storica del Risorgimento
CONFALONIERI CASATI TERESA
anno
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1937
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pagina
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1649
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Gabrio Casati: Memorie sulle sventure di mia sorella Teresa 1649
L'attuaro Fedeli fu il più accanito, lui diresse la pistola a mia sorella; basta dire clic iu quel frangente a confronto degli altri, satelliti si ebbe quasi ad essere coutenti del conte Bolza, *) altro attuaro che godeva di già e gode ancora fama di non troppa gentilezza nell'adempimento de* suoi doveri.
Iu quale stato fosse l'infelice donna ognuno può immaginarlo, ma pochi potranno farsi idea della fortezza d'animo di Lei in tale circostanza. EHa uon voleva dimostrare troppo terrore dell'arresto del marito giacché non volea che alcuno potesse credere ch'ella lo supponesse reo. Ella mostra vasi sicurissima della sua liberazione e che innocente sarebbe stato riconosciuto; solo paventava per lui i cattivi trattamenti dell'arresto.
A tale oggetto mandommi subito dal direttore generale della Polizia Goehauseu 2) che per verità trovai abbastanza garbato, affinchè concedesse che venisse somministrato quanto necessario gli era onde non soffrire una pena di prigionia anziché una semplice detenzione della persona. Egli accondiscese che venissero colà mandati poi alcuni mobili: pel vitto rispose che una trattoria apposita era colà che avrebbe tutto somministrato.
Aggiunsi istantemente, e simile preghiera venne dal padre dell'infelice Federico espressa al Presidente del Governo, se poteasi sopra cauzione lasciarlo a piede libero, ma ciò fu assolutamente impossibile ottenerlo: che gli arresti dalla commissione comandati non ammettevano simili facilitazioni, e di piò. che il tentativo di fuga dal medesimo operato al momento del suo arresto induceva nell'autorità giudicante maggior diffidenza e che avrebbero temuto che ad onta della cauzióne egli avrebbe potuto evaderà.
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Ecco pertanto l'infelice Teresa privata del marito nel tempo che più di ogni altro a lei prometteva un seguito d'anni felici.
Egli da che era ritornato alla vita dall'orlo del sepolcro a cui l'aveva la malattia del verno condotto non avea giammai smentite quelle parole che avea in allora pronunciate* e mie* mesi che fu seco lei doveano essere caparra d'una compagnia amorevole pe' futuri anni.
Sola, senza il conforto d'alcun frutto delle sue viscere che l'unico a Lei dalla Provvidenza donato fu condotto al seggio dei beati nell'età dell'innocenza,3) fu sventura a lei, ma Dio sa cosa avvenire dovea che in tal guisa tolto alla madre un conforto negli anni più sventurati di sua vita, risparmiò a lui stesso una vita d'affanni, e ricongiunto ora con la Mamma che tanto l'amava, godranno d'inalterabile felicità, e pietoso con Lei dal Cielo implorerà che vengano sciolti qne' duri ceppi ch'ancora avvincono il suo genitore.
lo dissi <* sola , che ben poco sollievo essere poteano per Lei gli altri individui che la famiglia compongano. Giacché od afflitti al par di lei non facevano che accrescere il suo affanno, o non compresi da quel sentimento rcudeausi dispiacevoli col carattere
i) il conte Luigi Bolza era il funzionario di polizia più frequentemente impiegato nelle perquisizioni e negli arresti politici.
2) Il consigliere aulico De Goehauseu, direttore generale della polizia, i cui rapporti col Presidente dell'I. K., Governo sono stali pubblicati dal SÀNDONÌ, op. cit.
3) Francesco (Cecchino) Gonfalonieri, nato il 14 agosto 1807, infermo di scrofola e ài rachitismo, morto il 1 ghigna 1813.