Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI CASATI TERESA
anno <1937>   pagina <1651>
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Gabrio Casati: Meritorie sulle sventure di mia sorella Teresa 1651
discepola alla scuola di sua impostura divenisse, tutto tentò onde in modi i più fini insinuare in anime incaute ed inesperte il veleno di sua infamia, e quindi se pure le addivenia far erollare quello che chiamar piacevasi prestigio di non meritati onori resi a falsa virtù.
Ma quel Dio che veglia sugli innocenti, che fa brillare vieppiù la forza del Suo aiuto laddove sembra che in suo nome l'iniquità prevalga, seppe mantenere illesa, pura, illibata la gloria di quella donna alla quale meritati omaggi rendevano le persone le più cospicue per dignità, per sapere, per virtù; e quelle eziandio le quali per il posto da esse nella società occupato sembrar dovea che più di ogni altro abbandonar la dovessero.
Costanti amici gli furono, e debbo nominarli: la marchesa Cagnola nata d'Adda, *) i fratelli Guerrieri,2} il conte Ambrogio Nova,*' don Gaetano...,4' il tenente Mare­sciallo conte Bubna s' ed altri eh*io potrei nominare ma lungo saria, i quali quasi giornalmente di loro società tenevano alleviate le cure dell'infelice. Conviene che soggiunga che l'invidia mal soffriva che si vedesse quella donna da stretti parenti assistita e dagli amici confortata: avrebbe pur voluto vederla gettata nell'abie­zione come lo sposo era stretto in carcere, e quindi tutto tentava onde allonta­nare e quelli e questi: ed a tanto arrivò da far nascere nel cuore di mia madre *) dubbi che il mostrarmi cosi attaccato alla sorella, Tessere quotidianamente da essa io avrei potuto compromettermi, e mettere l'autorità pubblica in forse sulle mie opinioni*
Mia madre è donna troppo illuminata e di cuore troppo amoroso verso la figlia che, sebben non sua, come tale sempre l'avea avuta onde cedere a queste perfide insi­nuazioni. Ma chi le faceva erano persone delle quali pure sospettare non avrebbe voluto, e la tenerezza materna a mio riguardo non lasciò di porla in qualche affanno, e nella fiducia d'aver trovato mai sempre in me un cuore che sincero a Lei s'apriva mi fece conscio della sua angustia. Io ben mi accorsi d'onde venia lo strale, ma noi dissi.
Solo dissi che a me era impossibile allontanai da una sorella ch'io teneramente amavo, che non l'avrei giammai abbandonata anche a costo di qualunque sacrificio; che stesse sicura che le persone saggio che tenevano le redini del governo sapeano discernere ciò che era amor fraterno, che m'avrebber applaudito e non censurato, che la mia condotta era testimonio parlante di me, massime nel tempo di sconvolgi­menti .del Piemonte mentre trovavami a Pavia, e giammai avrebbero potuto formare il mimmo sospetto sul mio conto.
*) La marchesa Margherita Cagnola, nata d'Adda, era da mólti anni amica dei Gonfalonieri.
2) Probabilmente i marchesi Guerrieri Gonzaga.
3) Il conte Ambrogio Nava, figliastro di Fulvia Trechi Nava, grande amica del
Foscolo*
*) Cognome illeggibile di due sillabe. Pare cominci con una G e contenga due r.
3) Il conte Ferdinando Bubna von Litui./-, nato in Boemia nel 1764, morto a Milano nel 1825, era comandante delle I. R. truppe in Lombardia.
Soldato valoroso, gentiluomo illuminato, fu amico fedele dei Gonfalonieri, e molto si adoperò per salvare la vita del conte Federico, che puro era stato accusato di aver complottato per assassinarlo.
6) Luigia de' Capitani di Scuola (vedi nota 3 a pag. 1643).