Rassegna storica del Risorgimento
CONFALONIERI CASATI TERESA
anno
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1937
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pagina
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1652
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1652
Paolo Terrazzi
Ella tranquillò l'animo suo ed io sempre, e direi con assai maggior fervore se possibile era, mi dedicai a lei *) tutto. Era mio impegno mostrarmi superiore all'invidia, ed appunto perchè la vedea fatta so jpo dell'ipocrisia troppo pia necessario che alcuno le fosse in tali circostanze di qualche sussidio.
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Frattanto si tesseva il processo dell'infelice Gonfalonieri. Cosa avvenisse in quel recinto di giudiziaria inquisizione noi so: io so che i giudici non erano tali da indurre fiducia d'imparzialità. L'afflitta Teresa non risparmiò passi presso que' signori: fu or dall'uno or dall'altro ondo commuovere le loro viscere a compassione, ma inutilmente; e quella donna che si vidde dal pia potente dei Monarchi,2) nel momento in cui il suo orgoglio trovavasi all'apice della gloria, trattata in modi rispettosi e gentili, sebbene la gentilezza non fosse virtù, che lo distinguesse, si vidde in modi aspri e villani ricevuta da chi? Da uno straniero forse qui inviato onde imparzialmente esercitar giustizia superiore ad ogni sentimento di considerazione che l'amor di patria e la carità verso i propri concittadini può suggerire?
No, da un nostro concittadino, da un uomo che sorto dal fango, salito a quella dignità cercava con vili bassezze farsi gradino ad altre maggiori come gli avvenne, da un nomo pure da esteriore di religione rivestito, ma esser vi puote religione senza carità?
Il dovere di giustizia verso chi si crede reo vièta la commiserazione verso un'afflitta innocente?
Non voglio attribuire ad iniquo procedere un simigliente contegno; era effetto di suo carattere naturale e di un fisico da umori piaganti esulcerato che rendeanlo inquieto. Se ciò è, come lo spero, Dio perdonerà quello strapazzo e farà si che i dispiaceri domestici da lui sopportati negli ultimi momenti del viver suo siano stati a Ini d'espiazione per que* falli per ignoranza od imprevidenza da lui commessi a danno degli infelici.3) Altro de' giudici che dopo un anno fu spinto da malattia alla tomba perduti avendo in quell'anno stesso due figli, sul letto di morte di propria bocca annunziava riconoscere in tanta sciagura il castigo di Dio per aver dato mano a giudizi a cui la sua coscienza ripugnava. *)
Durante il processo Federico fu ora alle prigioni di S. Margherita, ora a quelle della Casa di correzione in Porta Nuova. Ella ottenne più volte vederlo, quali colloqui per lei strazianti ! Che le dimostrazioni più sincere d'affezione venivano a Lei dal consorte espresse. A quelle visite sempre assisteva alcuno de' giudici, né mai il cuore potea esalare quella piena d'affetti che avrebbe pure voluto. Egli l'assicurava mai sempre della sua innocenza, ed Ella lusiugavasi di vederselo ogni momento di ritorno fra le sue braccia, sicuro d'ogni affanno e libero da ogni inciampo che la pubblica autorità
J> A Teresa.
2) Napoleone I.
3) Questo giudice è forse il presidente del Tribunale di prima istanza criminale dì Milano, don Francesco della Porta, diventato poi cavaliere, consigliere intimo di 8. M. Imperiale e Regia, Presidente dell'Imperiale Regio Tribunale d'Appello e Superiore Giudizio Criminale in Milano.
*) Qui senza dubbio si tratta di Michèle de Menghini, l'inquirente che iniziò il processo contro il Gonfalonieri e che mori prima della pubblicazione della sentenza.