Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI CASATI TERESA
anno <1937>   pagina <1654>
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1654
Paolo Terruzzi
tutta la imploro purgato d'ogni macchia abbia un giorno a riconciliarsi con quelli ch'egli ha afflitti, nel regno della pace.1)
Confalonieri stesso previde che una sentenza grave sarebbe stato il compimento al suo processo, che imputato di fatti a cui il carattere d'alto tradimento era stato attribuito, pur troppo la conseguenza di gravi pene era giuridica. Non prevedendo pertanto se l'arbitrario avrebbe potuto privare anche la moglie sua del vantaggio di mie* beni di fortuna de' quali la provvidenza era stata verso lui larga, credette fare ampia donazione di tutto alla moglie, d'ogni suo avere, e cosi mentre lo metteva a suo favore hi salvo veniva a dare pubblica testimonianza del conto in che teneva l'impareggiabile fra le mogli, ed una prova dell'affetto per lei. )
E vero che il Codice austriaco esclude la pena di confisca che dal legislatore fu riguardata come ingiusta e diretta piò: a rendere soggetti alla pena gli innocenti che i colpevoli. Eppure quando si trattò di richiamare tutti quelli che si erano allontanati senza passaporto si richiamò un decreto del Regno Italico del 1812, col quale venivano confiscati i beni se dopo il terzo richiamo non comparivano negli Stati.
È vero che in luogo di confisca si stette al solo sequestro, ma a quell'epoca non poteasi prevedere che un sentimento di giustizia nell'animo del regnante avrebbe col tempo a lui fatto scorgere l'iniquità alla quale l'avrebbero condotto consiglieri a* quali non l'amore della pace, o della quiete, ma l'odio verso individui che differenti opinioni di loro professavano anima e tormenta.
* * *
Si fu nel novembre 1823, vale a dire due anni dopo l'arresto di Confalonieri che si potè sapere essere il suo processo passato a Vienna affinchè la sentenza venisse sotto­posta alla sanzione imperiale. Ed era di già divisamente di portarsi colà onde perorare al trono la causa dell'infelice. Per la qual cosa si chiesero in prevenzione i passaporti, e non so se per timidezza o cattiveria venivano negati e si volle scrivere a S. M. stessa se doveansi rilasciare. E risposta ben degna d'un regnante si fu la sua, chiedendo al governo quando egli avesse proibito ai suoi sudditi portarsi da lui, e di questa risposta non ne posso aver dubbio perchè l'Imperatore medesimo a me lo disse.8)
Partimmo finalmente, la mia buona Sorella, il conte Vitaliano suo suocero, il conte Carlo suo cognato ed io, ma sempre col pensiero che sebbene la sentenza de' tribunali potesse essere capitale, tutta volta ciò essere per semplice adempimento alla determinazione della Legge, ma che riserbandosi il Sommo imperante il diritto di grazia, di questo volesse ampiamente farne uso e ridurre le pene a breve detenzione od alla relegazione in qualche città dell'interno della monarchia.
Fa il di primo dicembre quello della nostra partenza e la speranza era la nostra fedele compagna. Chi fra noi era più trepidante per la riuscita della nostra peregrinazione
1) Il Salvotti seppe comportarsi con tanta dignità quando i tempi gli divennero avvera, che il cristiano può assolverlo e lo storico giudicarlo antagonista non indegno degli uomini del Risorgimento.
2} Qui il Casati conferma che la donazione a Teresa avvenne prima della pub blicazionc della sentenza contro il Confalonieri, come bene asserì il CERIA, op. cit.,
cap. XX.
3) Aneddoto caratteristico e ben rispondente all'animo di quell'innamorato, a modo suo, della giustizia, che credette sempre di essere l'imperatore Francesco.