Rassegna storica del Risorgimento
CONFALONIERI CASATI TERESA
anno
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1937
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pagina
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1655
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Qabrio Casati: Memorie suite sventure di mia sorella Teresa 1655
si era ti Conte Carlo. Egli temeva e temeva assai; ma giammai sospettava però che il Sovrano avesse a rifiatare la grazia.
In tal guisa passavano otto giorni sicché l'ottavo dì di dicembre arrivammo a Vienna.
Il Tenente Maresciallo Conte Buona ci aveva fatto preparare un buon alloggio all'albergo dell'Imperatrice d'Austria. Appena arrivati fu subito pensiero di mia Sorella di dirigersi alle persone amorevoli che potessero avere influenza ad ottenere lo scopo desiderato cotanto.
Essa fa dall'Imperatore, W dall'Imperatrice, e n'ebbe parole vaghe al consueto.
Fummo assieme dal Conte Saurau2) e per verità sarei stupito del contegno suo ben diverso da quello era stato altra volta di compagno di collegio di mio padre, se non sapessi che l'aura di corte fa fiorire o disseccare qualunque sentimento il più nobile ed il più virtuoso.
Era pur buono con noi il Conte di Wurmbrand,3) altro dei colleghi d'infanzia di mio padre e maggiordomo dell'Imperatrice, e sebbene quell'aura l'attorniasse e non fosse esente dal suo influsso, anzi di quello vivesse, pure la bontà del suo cuore si mostrava a traverso di quella caliginosa atmosfera.
Molte persone venivano a consolare nelle sue angustie mia Sorella, e tutte chi per un sentimento di pietà, chi per intima convinzione spargevano nell'animo di mia Sorella le migliori lusinghe. Essa già discorreva con me quale città sarebbe stata fissata all'infelice per dimora; pensava che vi si sarebbe trovata benissimo anche essa; e quasi direi si scherzava qualche istante sullo stabilirsi piuttosto in uno che in altro luogo. Oh Dio! quanto diversamente camminavano le cose.
La cattiveria, e, sì, lo potrò dir sempre, credere di ferire l'altrui onore che troppo palese è la cosa* la cattiveria de' giudici era pervenuta a mostrare il delitto di Coufa-lonieri nell'aspetto il più triste; la Corte di Modena era inferocita. *1 considerando Confalonieri come il capo della rivoluzione in Italia. Tuttociò avea agito fortemente nell'animo dell'Imperatore, e non si tralasciò (orrendo abusol) per quanto mi venne detto di far presente a S. M. il dovere che tiene da Dio di amministrare la giustizia, che la tranquillità e la pace de' popoli esiggevano un esempio.
Erano quattordici giorni ch'eravamo a Vienna e ci veniva insinuato di partire; e fra consiglieri di prudenza era il Conte Fenaroli,5' .innocente strumento della crudeltà dell'Arciduchessa Beatrice che anelava a soddisfare all'amato suo figlio nel contribuire alla sentenza capitale del piccolo figlio della sua maggiordoma in altri tempi.
Avanti però determinarci alla partenza si voleva pur alcuna cosa raccogliere; si determinò pertanto di chiedere un'udienza di congedo pel Conte Vitaliano, il Conte Carlo, e per me. Mia Sorella avrebbe chiesta o non chiesta udienza a seconda delle notizie di cui saremmo stati noi apportatori.
1) Queste memorie risolvono definitivamente la controversia se Teresa fu ricevuta o no dall'imperatore, e danno ragione al CEHIA, op. cit., pp. 327 e segg., che aveva concluso per l'aflermaiiva.
2) Il conte Saurau, ministro dell'Interno, era stato governatore della Lombardia; sarebbe servito di modello allo Stendhal per il Mosco della Chartreuse de Parme .
*) Il conte Enrico Gundecaro di Wurmbrand, gran maestro della corte dell'imperatrice.
4) Cfr. nota 3 a pag. 1644.
5) Il conte Carlo Fenaroli era ciambellano dell'Arciduchessa.