Rassegna storica del Risorgimento

CONFALONIERI CASATI TERESA
anno <1937>   pagina <1656>
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Paolo Terruzzi
Il giorno 24, vigilia di Natale* fomino ammessi all'udienza dell*Imperatole.-) Non crediate ch'io possa descrivere esattamente ciò che s'è passato in quell'udienza. Forse Svetonio o Tacito potrebbero darvcne ima idea adeguata se riportano la storta di alcuna udienza data da Tiberio a' parenti d'un proscritto. È cosa da non credersi che nel secolo decimonono siavi stato nn sovrano capace di tanto, od almeno che l'impera1* tore Francesco abbia potato far quello che solo nel nostro secolo sarebbe proprio o della Regina Carolina di Napoli sua zia, o del duca Francesco di Modena suo cugino.
Entrati al suo cospetto ricevati con una apparenza di bontà ma sostenuta, lasciò campo al Conte Vitaliano di dire alcuna parola di preghiera a favore del figlio per poter rispondergli seccamente che ai trovava nella circostanza d'aver dovuto sottoscrivere la sentenza capitale.
Qual orribile notizia! Il padre resta ammutolito, il fratello voiea parlare ma non potea, io presi la parola e quanto potea suggerirmi in quell'istante e l'orrore della sentenza, e la compassione dell'infelice cognato e della sorella, tutto espressi aggiun­gendo le lagrime; ma il Sovrano con ciglio severo mi si rivolge rispondendomi secca­mente: non posso . Replicai, allora rimessi un istante dal primitivo spavento i miei due compagni espressero quanto il loro cuore in quel momento sentiva; e la risposta si fa: è inutile, non posso , e quindi deplorando a suo dire i traviamenti e i delitti di mio cognato ne rendeva ancora più amara la sentenza, e finalmente per colmo ci congedò consigliandoci a sollecitare il viaggio se volevamo essere in tempo a rivederlo avanti che ascendesse il patibolo.
Gabrio Casati.
) Il racconto di questa famosa udienza corrisponde quasi in tutto a quella contenuta nella Lettera al Gualterio (cfr. GUALTBIHO, op. cit.y voi. II). Qui il secondo rifiuto dell'imperatore: È inutile, non posso sarebbe stato dato in risposta a nuove insistenze dei Gonfalonieri e non ancora al Casati, come detto nella Lettera al Gualterio.