Rassegna storica del Risorgimento
ARCO (D') CIRO PSEUD. DI GIUSEPPE TORELLI ; PIEMONTE ;"CRONISTA
anno
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1937
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pagina
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1663
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Per la storia del giornalismo del Risorgimento in Piemonte 1663
nazionali, mi sembrano un vergognoso anacronismo e lamenta che si lasci sciupare cosi cinicamente l'interesse e la comodità dei viaggiatori. Mentre si spendono milioni per risparmiare un'ora di viaggio, non si ha il coraggio di abolire tali assurdità che fanno perdere inutilmente un tempo assai maggiore.
Come di questioni politiche così pure il Cronista nelle sue pagine si cura di argomenti artistici, musicali, economici e finanziari; commemora uomini di Stato e di lettere, generali ed artisti. Interessante lo studio su Esopo (26 novembre 1856) dello stesso Ciro d'Arco.
Non accade avvenimento importante di cui il Cronista non ci lasci memoria, ma soprattutto dedica le sue pagine ai problemi di vita cittadina di cui ci descrive l'ambiente in modo vivace tanto da trasportarci nell'epoca, e ci dimostra l'amore che portava alla sua Torino, investendosi sinceramente di tutto quanto la riguarda, curandosi dei suoi progressi e dei suoi abbellimenti. Una delle più belle invenzioni per la capitale è quella degli omnibus: gli omnibus vivono e si muovono in forza di una così detta Società Anonima... Gli omnibus hanno per arterie la via di Po, quella di Porta Nuova, e quella di Susa, e per cuore la piazza Castello .
Tra gli abbellimenti di Torino, che si può già dire bellissima, debbonsi citare le due comunicazioni ormai compiute delle vie secanti la via di Po con la regione di Vanchiglia... Va crescendo il numero delle case alle quali si è lavato il viso: e ai portici della grandiosa piazza nella quale mette foce la Via Nuova si vuole accordare la continuità non interrotta per tutto il lungo giro; e presto saranno portici da umiliare i rivali della via di Po. (E dopo quasi un secolo ecco finalmente avverata Via Roma coi portici). Un altro abbellimento s'è di fresco annunziato: quello di una galleria cristallina nella casa del marchese Natta d'Alfiano.
Ma pur lodando tutte le iniziative che si andavano prendendo a fine di rendere ognora più bella la capitale, non tralascia però con caustiche espressioni di rilevarne i difetti e di criticare coloro che dovrebbero avere cura della città, e del decoro delle manifestazioni che in essa si svolgono.
Pungenti sono i frizzi lanciati ad esempio per la lentezza con cui sì provvedeva allo sgombro della neve nelle vie della città, o per l'irrazionale manutenzione stradale; franca la critica alle autorità per la negligenza nei servizi di ordine pubblico durante il carnevale, e specialmente in occasione della veglia al teatro regio conclusasi con un incendio, di cui nessuno si occupò e che, se non fosse stato per il buon senso innato nel popolo torinese, avrebbe potuto fare ben più gravi danni.