Rassegna storica del Risorgimento
ARCO (D') CIRO PSEUD. DI GIUSEPPE TORELLI ; PIEMONTE ;"CRONISTA
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1937
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1664
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1664
Guido Bustico
L'apostolato del giornaletto però non ai ridusse solo a questioni materiali, ma molti utili insegnamenti sono dati nel campo morale, per l'educazione della mente e del cuore dei suoi lettori.
Attraverso le varie rubriche troviamo infatti sparse idee profonde di alto valore: articoli interi scrìtti per dimostrare ed esaltare la bellezza del dovere, contro a chi cerca di denigrare ciò che vi è di più alto e di più nobile. La franchezza, la verità e la semplicità sono doti che cerca di infondere non solo, ma che pratica egli stesso; abborre e critica le parole vuote di .senso, deplora la smania di non trovare bello se non ciò che viene dall'estero, combatte ogni forma di strisciante adulazione o di timoroso ossequio e si ribella contro tutte le ingiustizie.
Cosi II Cronista attua il suo programma, e ci prova quanto sul principio della seconda metà del secolo XIX, si andava diffondendo tra ogni ceto di italiani la multiforme cultura, e come le varie attività della vita quotidiana trovavano frequente e vivacissimo specchio in quel mezzo possente di diffusione della cultura e dell'intelligenza, che fu e sarà sempre la stampa periodica.
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Nel fascicolo del 7 giugno del 1857 si legge:
Oggi si compie quasi l'anno (si ricordi che il primo numero del Cronista uscì il 16 luglio dell'anno innanzi) che TI Cronista vivacchia... e non ha ragione di esserne malcontento. Nella sua stretta cornice non ha fatto grandi disegni, né coturnate composizioni: ha procurato di portare guanti tollerabilmente puliti: non suppone di aver adoperato le lingue del padre Cesari, non crede francamente di aver usato modi almeno tanto italiani, quanto quelli di suoi confratelli.
Enumera i collaboratori che il Cronista ha avuto, che può vantare i nomi di Massimo d'Azeglio, di Giacinto Collegno, di Achille Mauri e di altri. Ma oltre a questo bisogna ricordare la collaborazione costante dello stesso Torelli. Oltre all'Emiliano che ricordiamo più innanzi e le lettere di prefazione, si può dire che non vi sia fascicolo che non porti il nome di Ciro d'Arco: sono suoi gli articoli II Quarto potere (13 luglio 1856); Cronaca (20 luglio); Costumi (27 luglio); Osservazione (sul passaporto di cui deve essere munito il viaggiatore), (3 agosto); Considerazione (sullo stesso argomento), (10 e 17 agosto); Un commen* torio (24 agosto); Foglietti volanti (14 settembre e 21 settembre); Storia di Matteo degli Andrei (specie di novella apologo), (5 ottobre);