Rassegna storica del Risorgimento
ARCO (D') CIRO PSEUD. DI GIUSEPPE TORELLI ; PIEMONTE ;"CRONISTA
anno
<
1937
>
pagina
<
1669
>
Per la storia del giornalismo del Risorgimento in Piemonte 1669
lo spiritoso scritto II soliloquio di una mosca, che taluno volle paragonare al Voyage autour de ma chambre di Saverio de Maistre. Negli ultimi anni della sua vita era tutto occupato ad ordinare le Memorie di Massimo d'Azeglio con cui era legato da viva e cara amicizia: la morte gli impedì di compiere l'opera, la quale venne pubblicata postuma da Cesare Paoli: Lettere di Massimo d'Azeglio a Giuseppe Torelli con frammenti di questo in comunicazione de* Miei Ricordi , Milano, Carrara edit., 1870, 2a edizione. Sul Torelli si veda: C. PÀOLI, Scritti vari di G. Torelli, Milano, 1871; Ritardi politici di Giuseppe Torelli) pubblicati per cura di C. PAOLI, Milano, P. Carrara, 1873; CAMERINI E., Profili letterari, Firenze, 1878; MARTINI F., Prose italiane moderne, Firenze. 1895, a pp. 552-59; Enciclopedia Pomba, alla voce; TENCA CM in Rivista Europea, Milano, 1844, II, pp. 231 e segg. (sul Rupcrto aVIsola); CATANZARO C, Cari estinti, Firenze, 1870. Nel 1930 sul Bollettino Storico della provincia di Novara (anno XXXIV, fase. IIIII e IV) comparve la tesi di laurea del prof. F. Anghinoni, divisa in capitoli: 1) Vita, 2) Attività politica e giornalistica, 3) Torelli e Massimo d'Azeglio, che però non portano nessun nuovo contributo su 6. Torelli giornalista. Nello stesso Bollettino e annata vedi pure: Livia Torelli, Opere edite ed inedite di GIUSEPPE TORELLI.
L'editore Gaspare Barbera ricorda il Torelli nelle Memorie di un editore, Firenze, 1883, a pp. 332-334, ma non dovette avere molta simpatia per lui. Ricorda infatti la Commemorazione di Massimo d'Azeglio scritta dal Torelli con il suo pseudonimo Ciro d'Arco e soggiunge breve lavoro di circostanza, in cui si vede la soverchia tendenza dello scrittore ad appaiarsi con l'Azeglio, che fu uomo di ingegno singolare e sommamente educato, simpatico a tutti piacevole. Il Torelli non aveva siffatte doti e la sua smania a paragonarsi all'Azeglio faceva sì che si sconoscesse quel merito letterario che realmente aveva, benché fosse scrittore arcigno, ed avesse ingerenze in certe imprese commerciali a Torino, che facevano a pugni colle lettere che si dicono umane . Parlando poi della prima edizione dei Ricordi di Massimo d'Azeglio, ricorda ancora il Torelli, persuadendosi dello spirito invasore di Ciro d'Arco negli scritti di Massimo d'Azeglio.E continua: Egli volle fare qualche giunta ai Miei ricordi.,. e più ne avrebbe fatti d'interi capitoli, di uno o di due volumi interi, se la morte non l'avesse impedito. Voleva continuare i Ricordi di Massimo d'Azeglio dal 1845, ov'egli li aveva lasciati, sino agli ultimi tempi, discorrendo di politica, dei Ministri, dei Parlamenti, con quel suo stile acrimonioso, ch'egli aveva abbondante, e che in qualche misura aveva partecipato all'Azeglio, come fanno fede le sue lettere pubblicate e gli amici sinceri del suo tempo . E conchiude: Io penso che queste tinte date allo stile del d'Azeglio avrebbero fatto perdere l'indole, il carattere del libro, tanto lodato, così com'è, dagli italiani
Lettera inedita di Costantino Reta *') al Torelli.
Amico carissimo,
Riceverai fra pochi giorni (dacché attendo un'occasione favorevole, idest gratuita) una copia delle mie Memorie di un Morto; al quale morto io ti prego di fax buon viso, poiché quantunque non fosse né scientifico, come dicono i Lazzaroni, né barbassori in Lettere ed Arti, né ricco, né illustrissimo, aveva un merito che in questi
i) Sul Reta rimando oltre al mio volume Giornali e Giornalisti del Risorgimento, Milano, Caddeo, 1924 alla Rivista Municipale, Torino, Luglio, 1933,