Rassegna storica del Risorgimento
MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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1683
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Libri e periodici 1683
ttadini fatti liberi. Il giorno dopo, in piena seduta notturna della Municipalità, muore senza poter profferire parola.
Questa la figura del Verri, quale risulta dalla limpida analisi del Valeri, nella quale manca una conclusione o sguardo riassuntivo clic avrebbe giovato per orientare il lettore e ad agevolare la valutazione complessiva dell'attività del Verri. H Valeri non ricorre a mezzucci per innalzare la personalità del suo autore, come son soliti a fare molti biografi, ma la sua acribia s'accompagna, talvolta, a una certa acrisia che minacela di far cadere l'ampio racconto, in più d'un punto, nella cronaca, soprattutto là dove espone il contenuto delle opere economiche. Raffronti con economisti italiani del tempo sarebbero riusciti utili, anche se avessero nuociuto all'equilibrio dell'opera, la quale, in complesso, è fatta per lettori intelligenti e colti, capaci, per ricavarne tutto il succo, d'integrare i molti sottintesi e di ambientare le varie questioni. I medaglioni, in se stessi, infatti, per quanto rigorosi e avvincenti, non sono opera di vera storia se non intimamente vissuti nei loro elementi sostanziali in modo che la realtà esca naturalmente dalla problematicità con un criterio unico e organico e con un ripensamento profondo. Qua e là, invece, pare che il Valeri si compiaccia di un suo eclettismo, molto elevato, s'intende, ma tale che impedisce l'approfondimento dei vari problemi e la loro stessa formulazione. Vi si respira un'ampia umanità, ma alquanto letteraria. Le idee sul diritto e sulla politica si offrono al lettore in modo piuttosto slegato e mentre i partiti letterari sono dal Valeri efficacemente rappresentati, non ci è dato con altrettanta agevolezza orientarci nei partiti politici lombardi che una schiera di storici, dal Rota al Morandi, studiò con acutezza mostrando le profonde radici di alcune correnti del Risorgimento. E ciò spiega perchè i cenni del Valeri alla risurrezione politica siano un po' incolori e non s'avvivino di quella forza che sola è data dalla [realtà 'vista nella sua pienezza, al di là dell'esperienza, quantunque complessa, di un solo individuo. Anche i pensieri sulle relazioni tra Stato e Chiesa si presentano frammentari e non sono ricondotti, per esempio, al travaglio particolarmente intenso nel '700 per la conquista della libertà religiosa. Ammiriamo, invece, il Valeri perchè non si è lasciato travolgere dai facili cliché che gravano su tanti saggi anche recentissimi - riguardanti Finuminismo; non ci dà nessuna di quelle mirabolanti quanto spicciative sintesi di cui si compiacciono molti giovani; ama piuttosto apparire minuzioso che brillante dove c'è una cosi ricca sostanza da esporre; non affaccia conclusioni disinvolte ma superficiali preferendo attenersi a quella discrezione che rivela lo storico ansioso di liberarsi dal gran numero di schemi impaccianti la materia trattata, per attingere alla vita nella sua. immediata purezza.
LUIGI BULEERETTI
GIAN FRANCESCO GALEANI NAPIONE, GIOVANNI ANTONIO LEVO, Le Milizie sabaude. A cura di Edoardo Scala, (La guerra e la milizia negli scrittori italiani d'ogni tempo) : Roma, Edizioni Roma. Anno XV, pp. 222. L. 12,
Si rende benemerito degli studi su.ll' illuminismo piemontese lo Scala pubblicando per la prima volta l'opera di G. F. Galeani Napione Dell* Antica Milizia del Piemonte e del modo di ristabilirla. La personalità del Napione, veramente enciclopedica, s'arricchisce di un nuovo motivo, solo parzialmente noto por lo innanzi. (Notissima l'attività del letterato e dello storico; il pensiero economico fu recentemente analizzato dal Fossati; Io Scala ci dà ora modo di esaminare quello militare e civile insieme congiunti. Infatti il Napione ha il grande merito di insistere sui paralleli tra imbarbarimento d'Italia e decadenza di milizie, rinascita comunale e rinascita militare,nuova decadenza nell'età signorile e prevalere dei mercenari, riconoscimento civile 6 lento risorgere delle milizie nazionali, soprattutto in Piemonte ad opera di Emanuele Filiberto e di Carlo Emanuele I. Opportunamente lo Scala ristampa insieme il Discorso deU V ordine et modo di armare compartire ed exercitarc le milizie del serenissimo Duca