Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1684>
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1684 Libri e periodici
di Savoia composto per ordine di Emanuele Filiberto, da Giovanni Antonio Levo da Piacenza.
H Napione a un excursus di storia.militare piemontese, a raffronti coU'ordinamento vigente nella Svezia, alla descrizione del sistema militare francese stabilito da Luigi XIV* e dell'armata perpetua proposta dal Montecaccoli, fa seguire- considerazioni sulla necessità di ripristinare le milizie in Piemonte: La situazione e le circostanze attuali del Piemonte richieggono da un canto un armamento straordinario, non solo per re­primere i sediziosi, ma inoltre per poter mantenersi e ristabilirsi nel concetto di nazione armigera, il che solo ci può far rispettare da' confinanti, e tener in conto dì non inutili alleati; dall'altra parte le nostre circostanze medesime, ben lungi dal permettere che si faccia accrescimento di spese, esigerebbero che si diminuissero d'assai quelle che si fanno al presente . Ecco sintetizzati in queste poche righe i motivi che consigliano l'istituzione di una milizia generale di tutti i validi al servizio militare, tenendo conto dell'incremento probabile della popolazione, la cui chiamata alle armi potrebbe essere regolata secondo le esigenze. Dovrebbe, quindi, essere compilato una specie di catasto militare dividendo il territorio in tante particelle il cui reddito oltre a soddisfare il pro­prietario: può sostentare un soldato; in base a siffatto catasto si otterrebbe un'equa distribuzione degli oneri militari.
La memoria del Napione, come tutte le altre proposte del Conte torinese, ha quel carattere equilibrato e razionalmente umano che e proprio defl'inuminismo piemontese, il quale contempera l'empirismo con "una buona preparazione storica e con.una pro­fonda coscienza morale. La sollecitudine etica che lo ispira è fondata principalmente sulla devozione a una famiglia di principi il cui benessere è ritenuto inseparabile da quello dei suoi sudditi.
Nella introduzione dello Scala si desidererebbe qualche riferimento alla crono­logia della composizione del saggio, il cui manoscritto è conservato nell'Archivio di Stato di Torino e reca il titolo Dell'Antica Milizia del Piemonte e del modo di ristabilirla. Memoria scritta nel MDCCXCVJ1I dal Conte Galeoni Napione di Cocconato, Consigliere di Stato di S. M., incaricato delle incombenze di Regio Archivista, e ricavata principalr mente dotile carte esistenti nei Regi Arenivi.
La data è significativa e conferisce allo scritto un'importanza non interamente
messa in luce dallo Scala, al quale va tutta la riconoscenza degli studiosi per avere
curata la prima edizione di esso.
LUIGI BULPEKETTI
SEBASTIANO POIA, V isola di Sardegna nei rapporti diplomatici franco-piemontesi dal 1795 al 1798 Genova, Pala,'a, a., 2 voli., p. LX-328, 327. Lire 30.
Con questo lavoro il Pola continua rsftoi studi sulla Sardegna alla fine del secolo XYIH. Ma ora il suo campo a" indagine si è allargato e approfondito, e nei due volumi recentissimi egli si propone un triplice scopo: dare una definitiva soluzione al problema dei moti angioini, precisare la finizione che l'isola esercitò, o per essere più esatti, che fl Piemonte e la Francia le fecero esercitare nelle trattative diplomatiche dal 1795 al 1798, e finalmente ricostruire le fasi di tali trattative alla luce delle memorie contemporanee e dei documenti inediti di Torino e di Parigi. Leggendo le pagine del Pola si ha l'impressione che, almeno inizialmente, il suo intento principale fosse di dare fondo D'argomento sul quale la pubblicazione del Boi aveva a torto o a ragione riaperto il dibattito. L'impressione può anche essere sbagliata, ma di questo eventuale errore e un po' reaponaabiloil Pola stesso, il quale troppe volte ritorna sul caso Angioy e s'indugia a confutare minutamente le argomentazioni dei suoi contraddittori. (A questo proposito sarebbe stato desiderabile ch'egli avesse attenuato il tono troppo aere e sprezzante: era proprio necessario farci sapere ohe il Boi è un modesto impie­trato e che i documenti da lui editi furon trascritti da tal prof. Guido De Giorgio ,