Rassegna storica del Risorgimento
VIVARELLI TOMMASO ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno
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1937
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pagina
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1734
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Ma il BovaUat afferma avergli Vivarelli aaifcuratn ti*Mr *un4 n*l gtortmle / Polfo*h l'articolo, eoo ni *provavo! ohe I proti col loro fasto n col loro lusso, opposto alia primitiva instittudono, attuo i vari nemici della Religione*
fi suo e genio liberalo a vaniva esaltato inoltre dallo notizie ditgli avvenimenti politici di paguu, ohe egli seguiva èou interasse, recandosi abitualmente ogni giorno al Gabinetto di Letteratura o dai Fogli, di cui ora socio* a leggere ì giornali tanto italiani che francesi*
Egli sperava ebe lo vicende politiche della Spagna, ovo dicova che la legittimità avrebbe dovuto cederò alle imponenti adesioni in favore del liberalismo della Francia e dell'Inghilterra '. avrebbero avuto un'eco subitanea nell'Italia di cui* ri illudeva, ai sarebbero presto occupate quelle due Potenze.
pc*o manifestava al DiOnisi (altro inquisito confesso) ebe
gli affari di Spugna In favore dei Liberali avrebbero portalo Io viluppo degli udori di Italia; noi Regno 4* Napoli *i travasava IMO! in favore ddla RvdIa*Ioon e quella era la parte d*Italia che irebbe insorta per la prima! ]>
Appena giunto a Roma, nel 1832, Vivarelli cominciò a frequentare la libreria Scalabrini, ove si vedeva con Pietro Bocci, ritenuto introduttore della Giovine Italia a Roma.
La Libreria Scalabrini era nota olla Direzione Generale di Polizia come raduno e centro di faziosi*
Non è quindi improbabile ebe fin dal 1832. cioè proprio sul nasoere in Roma della nuova società, il Padre Vivarelli ne sia divenuto socio propagatore sembrandoci poco attendibile rafFcnnazione sua nei costituti di non conoscere la nuova setta ebe per le poche notizie che ha potuto apprendere dai pubblio fogli e di ignorare assolutamente jna: che consista la Giovane Italia e se abbia comitati s. *)
Egli allargò presto la cerehia delle sue conoscenze; ardente di libertà e di rigenerazione italiana, mal sopportava la calma indifferenza dei Romani, e, coadiuvato da amici settari, si mise a capo del movimento che doveva scuotere l'apatia del popolo romano.
Operò con la penna e con la parola; egli stesso diceva, con vanto, di possedere una chiave segreta, con cui apriva i cuori di tutti: compose
1> R. Archivio di Stato, J*MJO or., B. 141. Tomo IV. f. 1000 eseg. Confonde al plano di Mazzini. Fin dal 183, Mulini aveva fiducia che la inttuzeuone, cominciata nel Stano di Napoli. powàMe negli Stati Romanie quindi io catta ritolta.
9 Cfr. Costituti, f. 580 t-90; 1877-7S; 18*14; I9J6 e t.