Rassegna storica del Risorgimento
VIVARELLI TOMMASO ; PROCESSI ; STATO PONTIFICIO
anno
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1937
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pagina
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1749
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dalla f*in, dot freddo,, - povero Popolai CétitetelLf> la Giovimi A sorge animo* M duYadsre 1* tu* vana*. I tiranni inaurno seminare la discordie tra di oli non fi tfn. serranno perche no) trinco UBI freUdleusa, ohe non I rompe, un* fr* tcllaftjtit 41 eotwutte ventane
Vedi, noi siamo timilioni <H italiani 1 25 milioni lutti schiaviili ottotiranni i, fosseroabueaiadelnostrosangue, lii:i la )" p*rie stranieridi levano le nostreMUM per mandarle in passi lontani E .pendo quanti linoni soffriamo e coma la paiicnsa off*** diventi forare un rircoudnuu di commissari* di spie, piar confonda** un g'sto, un detta, e i wuuuiasari gli birri e lo apio a*uio come Giuda del prrxsa dl eangu* (pouanu avere di Giuda nuche In fine I) non solo riferiscono ma esagerano, perverti cono, calunniano; e quindi sptaso figli onorati nano svelti dallo braccia fraterna '/ condannati a darà prigione o cacciati in terra straniera a limosinare il pana amaritsimo dcU'csibo, o percossi col CIRO dcJl'aaaassinio senta cibo potessero profferirò una oola parola in propria difesa perchè i tiranni a arrabbiano anche del gomito che manda nell'agonìa l'uomo da loro trucidato.
E perchè tanta ira? Porche la paura feroce del nostro pianto? Perchè ogni sospiro, o Popolo, è uxt grido cho al volgo a to; è un grido che ti chiama in testimonio di un martirio sofferto per te.
Conoscilo finalmente, o Popolo* gli uomini che ti hanno detto nemici di Dio. tono quelli che* secondo i dettami del Santo Vangelo, vogliono tutte le leggi vi iadirisstino al miglioramento della claaae pia nomcroaa e più povera.
Gli nomini, che i nostri oppreaaori tentano farti aborrire col nome di Librroìi amo quelli i quali vorrebbero le gabelle diminuire, i privilegi opprimere; fondare e promuovere fabbriche, ove tu trovassi il tuo pane quotidiano, inatitnire scuole ove i tuoi figli gratuitamente imparassero i precetti della maral* crwtìtuu*, e la instruriono secondo il proprio stato: vorrebbero ancora educate le toe figlie per anodo, che dive- bicndo madri dessero fondamento alla rigenerazione degli nomini; vorrebbero i preti ricchi diminuiti in città* aumentati per le campagne i buoni parrocbi, che coltivano in pace la Vigna del Signore; vorrebbero gli impieghi dati ai migliori acnxa dUtinxione di ciano, o di stato, vorrebbero infine i liberali fosse il Popolo, chiamato ad eleggere come faceva una volta* (e tu non lo rammenti o non lo ani} i tuoi magistrati i quali saprebbero.ordinar leggi uguali al ricco e al povero, e renderti ragiono del tuo danaro e del modo in che Io spesero* per provvedere alla *tna felicità.
Ecco, Popolo,} voti della Gioventù e dei liberali! chiama i tuoi oppreaaori a giudirio, interrogali ooaa pennino, o cosa facciano per te, e vedi ehi ti odia.
I Tiranni temono che tu ti unite* a noi, atolti! e quando mai fummo- divi? Tutti figli di una stessa terra, tatti percossi da una comune sventura piangiamo un medesimo pianto, ed aneliamo un medesimo fine. Popolo, ti stringi ai tuoi giovani figliuoli e spera; anche il ferro della catena o buono per faro una spada, che percuota i nostri oppressori; vieni, o forse nel nuovo anno potremo sollevare libere le braccia al Odo per ringraziare l'Eterno.
Dio aborre il sinirulto dello schiavo. Dio ama la libertà dei popoli perchè consuona col suo dito, che nell'anima loro con caratteri indelebili la impresse a, u
La Gioventù
*) BOTTA, Storia Ultima Lib. 24.