Rassegna storica del Risorgimento

MAYR FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1937>   pagina <1774>
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1TN COSIMI tm> Panigli*
W europeo ti grondo <M?O, s'arano evolti proprio nel ferrarese ed vi?ya offerto oolà tanta miitrU pnr la propaganda di f4* e 41 principi libo rali: attaccare lo straniato ara doveri oolà pib fornito di buon italiano, o più proclamato di buon suddito. Fu poacibO* a Fwrara oal lWf costituirò tuia Giunta temporanea di Governo, che ri presentava dal tutto d*iat cremata, a solo neec**oria per appoggiare a rinsaldava II potere del rappresentante il Coveruo Pontificia in circostanze tanto ardua. XI Cardinale legato fingeva di caverò contanto di tata istituzione, conformo a ai principi di collaborazione popolare affermati con la stessa emanazione dallo Statuto, ma ohe formalmente almeno avrebbe limitato i potori tuoi.
Francesco Mayr, come facente parte di tale Giunta, ai adoperò perchè s'allontanarne dal ferrarese un corpo di napoletani ebe ai erano rifiatati di passare il Po con Guglielmo Pepe, e fu inviato a Bologna* a Forlì ed a Ravenna perchè cercasse di indurre i legati a costituire anche in tali città Giunte governative. Vi riuscì nelle dna prime, non nell'ultima. Merito particolare suo, che egli ricorda con compiacimento anche in una delle lettere che pubblichiamo, è stata la fondazione del giornale Lo Casetta di Ferrara* di cui il primo numero usciva il lunedi 5 giugno appunto con un suo articolo tutto pieno di fede nell'inizio di tempi nuovi:
D trattato di Vienna de per trratata anni aveva servito di baso all'edificio politico e al servaggio di tutta Europa, fa lacerato dalla maao di popoli oppressi ed adi­rati. Al dispotismo è succeduta la libertà. II mondo si trasforma; un'era novella incomincia. E chi diede il primo impulso a questa rivoluzione improvvisa mexavi-gitesu? Roma* per la terza volta -chiamata dai cieli ad estero la riformatrice dei mondo; che ancora pagana portò la prima volta la civiltà all'Europa colle armi e eolle vittorie; la seconda volta nel Medioevo per meno del Vangelo, Roma ove testé ai è- fatto inizia turo il sommo Pio di liberta ai popoli, di libertà sema coi la civfltà non è che un nome vano.
Parole che, a parte Pio IX iniziatore, possono sembrare un pò* rettoriebe oggi solo a chi guardi al passato, che non è poi remoto, per trovare giustificazione al proprio naturale scetticismo; ma che hanno valore anche più che di indizio storico per noi, ed avevano valore di affermazione di idee per i contemporanei, perchè richiamavano alla tradizione del pensiero italiano, allora più popolarmente procla­mato dal Mazzini e dal Gioberti, d'una fatale mistione romana, e della responsabilità dei principi ove avessero disingannato i popoli nella opinione d'una possibilità di convivenza del principato e della libertà, che ni voleva sperimentare.