Rassegna storica del Risorgimento

MAYR FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno <1937>   pagina <1777>
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Coturno <? Stato Pontificio noi giaditd d'un deputato d*st '48 1777
wm ai sa dove al giunga, innati* tutto por I diversa font* d'impeto dei singoli che partecipano alTuuuone, per cui anche M bornio pro­gramma comune olio dovrebbe regolarli, alcuni restano al di qua od altri al di là della linea prestabilita, od in fecondo luogo porche nello. astone successiva à sempre più debole la fona impegnativa di na pro­gramma già tracciato; e lo stesso, anche paratale, tuccesso ottenuto* fu pia baldi e sicuri i vincitori; perciò fatalo la disillusione di ehi lui posto ogni fede nella moderazione e nel definitivo* sia pure per somma dote propria di prudenze;
Ma questo verrà dopo: quando il Mayr si recava a Roma per prendere parte al Consiglio dei deputati poteva accompagnarlo il ricordo vivissimo delle vicissitudini ferraresi, dell'entusiasmo non remoto per la Civica e deUHnsolente risposta austriaca, ed il rammarico per il con­tegno ambiguo ed insincero del Cardinale legato, che aveva impedito la it*n* ritenuta inevitabile, della fortezza di Ferrara. Rammarico sì, ma mancanza di ottimismo no; perchè quest'uomo di studio sembra ritenga la conclusione dei fatti e delle ariosi logica e sicura quanto quella d'un ragionamento ben. condotto. Perciò lavora con fede. A Roma v*è anche monsignor Muzzarcili, presidente dell'alto Consiglio e ferra­rese. Eppure quale mondo trova subito colà. ! Non verrebbe alcun con­forto all'azione, né dal sovrano nò dai ministri nò troppo neppure da diversi colleghi del Consiglio dei deputati. Il Papa va in furia contro chiunque osi parlare di una guerra all'Austria, il Ministero Maialoni è nullo ed inetto, fra i deputati non. mancano i parolai. Il Mayr non si fermava alla capitale fino alla fine del primo periodo della sessione del Consiglio, che si protrasse al 26 agosto, giorno in cui fu prorogata al 15 del prossimo novembre. Egli ripartiva per Ferrara fl 12 o il 1,3 ago­sto; infatti durante la seduta del 14 si dava lettura al Consiglio d'una sua lettera eoa cui egli chiedeva di tornare alla sua città per urgentis­simi affiori. *) Di fatto era già partito, come si rileva da alcune parole dello Sterbini, ed i suoi colleghi si mostravano piuttosto severi con lui negandogli a maggioranza il permesso. In verità il Mayr fin dall' 8 luglio, corno si vede dalla quarta lettera che pubblichiamo, pensava con desi­derio a Ferrara: secondo lui il ministero avrebbe trattenuto a Roma i deputati, pur non avendo per essi nulla preparato, anche oltre il 15 del. mese solo per averne l'appoggio. Si comprende facilmente come
*> Lm AsttmbU* del JUtorgimsnlo, Roma* Voi. I. Roma. Tip. della Camera dei deputati, 1911* A qncflta opera dichiariamo senz'altro di riferirci ogni qualvolta accenniamo in questo acrittò a edata ed a diacuaaioni del Consiglio dei dopatati