Rassegna storica del Risorgimento
MAYR FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1937
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pagina
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1780
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1780
CoUnniino Punitoti*
Papa aoa et* In guerra U mesto per eotueguiro U grandina d*tU uaaìonc italiana; non sarebbe etato benedetto il (tuo nome se dal suo labbro fossero uscite parola di guerra; .per quatto egli ara rimasto sorpreso quando aveva acolito chiamata In conalderaaiono del On*i~ glio alt tale argomento; anione fra i prìncipi e armonia fra i popoli detta penisola potevano conseguirò la feliciti; la persuasione eba la grandezza, dello Stato Pontificio dipendeva dalla indipendenza del sovrano Pontefice doveva far rispettare i limiti neonati dallo Statato; nobile era il proposito dei deputati d'occuparsi degli interni negozi dello Stato; commercio, industri*, ordine pubblico, finanze; poscia il Governo avrebbe proposto miglioramenti per i municipi; comunque a alla Quota e per essa ai suoi Apostoli concedette il eoo divi Fondatore il grande diritto e il debito di insegnare a, Roma era grande non pel dominio suo temporale ma perchè era la aedo della religione cattolica: ognuno doveva avere tale verità colpita nel cuore per rispettare tal primato universale del Pontefice e non dar luogo a certe teorie limitate, e talvolta anche ai desideri di parte
Era dunque una decida affermazione di sovranità aioluta, di politica conservatrice, d'univer*alismo imposto da interesse religioso, pria che desiderio di collaborazione, riconoscimento d'opportunità di elevazione dei sudditi a cittadini, cura ed espressione d'affetto per la nazione e per l'Italia: dovette essere una forte scossa anche per dei liberali modcratL Ma perchè necessaria* come dice il Mayr, perchè si aprissero gli occhi t su molte cose ? I liberali sapevano pure della allocuzione del 29 aprile e dell'azione filoaustriaca dei funzionari pontifici a Ferrara, e sapevano ciò che Io stesso Francesco Mayr aveva pure scritto nelle sue lettere precedenti. '* Ha tale era stata l'esaltazione latta da loro stessi di Pio IX che pur sapendo di esagerarla avevano finito forse per esserne essi stessi abbagliati; era il pensiero del
*) Varremmo anche aggiungere ohe non inutile avrebbe dovuto osacrc at liberali, perchè maggiormente aprissero gli occhi, la lettera firmata cardinale Soglio., e colFmdinaQ a monsignor Ai ci vescovo di Cartagine in Insbrufc, nunzio pontificio presso l'Imperatore d'Austria, pubblicata nel nomerò del 30 giugno 1848 delT/coIfo <M Popolo* il giornale del Mofizini. a Milano, ne non sapeadmo che la parte dei liberali ferrare*! o cui apparteneva il Mayr, era, almeno nel 1848, oltre che di idee non magnatane, piuttosto riservata e dirci autocratica, e quindi naturalmente pòco al covrente* ddTaMone del grande genovese. La lettera conteneva fratti che nel loro valore facfliaalmamente sarebbero apparse, appena si fOltre mente in relazione coi atti che andavano svolgendo*!.
t À chiarimento poi dell'animo ano (del Papa) ai diceva mi valgo di questa opportunità per confermare che il linguaggio del ministero non fc a confondersi affitto eoi voterà del Santo Padre, già solennemente palesato netta uà allocuzione, e