Rassegna storica del Risorgimento
MAYR FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1937
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pagina
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1785
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Gowno Stufo Pontificio tufi tuulini tFum dpuiato tUtt '40 1785
wihneM un riaffermare l'uguagliarne* degli ebrei agtt altri sudditi, un elevarli alla dignità dogli altri cittadini di fronte allo Stato. Ultima manifastaaione ina (M non tri dea conto della aempro viv* partecipatone alla discussione della legge dell'armamento), prima ohe nell'agosto ritornale la prima volta a Ferrara, era la firma eh* apponeva alla proposta presentata dal Bonaparte: < Vista l'indole spedalo del nostro Statuto, il Parlamento romano esprime il voto che la guerra contro l'Imperatore d'Austria venga realmente e solenne* mente dichiarata dal Ministero pontificio.
Era il 7 agosto, e l'occasione era offerta dalla costituzione del nuovo Ministero Fabbri: ma il ministro di grazia e giostiada De Rossi rispondeva che quella parte della sovranità che non era stata messa dal Pontefice nelle mani del popolo non poteva certo dirai che fosse passata in quelle del Ministero; e diritto del Sovrano era sempre il far la guerra ed il concludere la pace.
Nei periodo che va dal 15 novembre, dalla ripresa, cioè, delle sedute del Consiglio dei deputati e dall'assassinio del Rossi al 28 dicembre, giorno in cui la sessione del Consiglio veniva chiusa, il Mayr, come ai vede dalle lettere sue, sembra ancor pia preoccupato che si proceda evitando di prendere ogni decisione con cui troppo si pieghi o a destra
0 a sinistra, tf è papalini né rivoluzionari. È dannoso tutto ciò al Consi-glio dei deputati ed al Governo toglie autorità e dignità; ben cattivo esempio danno quei deputati che ri dimettono o desertano le sedute: deplorevole è il contegno dei bolognesi, divenuti tanto papalini che assumono un contegno di decisa secessione.
Era difficile anche il semplice collaborare a guidare gli eventi.
1 deputati presenti il 15 risultano 37; la seduta s'era aperta all'una e tre quarti pomeridiane; tre quarti d'ora prima, secondo la notizia data il giorno stesso dalla Cassetta di Roma, era stato ucciso il Rossi. Alla seduta del 17 i deputati presenti, fra cui il Mayr, erano 29. D giorno prima il Circolo popolare aveva imposto il nuovo Ministero al Pontefice; era stato designato dapprima presidente il Rosmini, ma avendo questi rifiutato era stato sostituito da monsignor Carlo Emanuele Muzzarelli; per qualche ora sovrano di fatto in Roma era stato il Circolo popolare; esso abbandonava l'atteggiamento di corpo deli* ber ante quando poteva fidarsi del Ministero sua creatura. Nel programma di questo, formulato però allorché solo erano in Roma il presidente Muzsarelli e il Galletti, lo Stcrbini e il Lunati, e da questi quattro soltanto, quindi, firmato, si diceva: La convocazione, d'una