Rassegna storica del Risorgimento
MAYR FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1937
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pagina
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1786
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1786 CoDionl/no P*ntodu
Costituente in Romat e l'attuazione di uu atto federativo ODO principi o nwiinM che troviamo proclamato nel voto espresso dallo nostra Camere por un* convocaaiono d'una dieta io Roma, destinata a disco toro gli intere**! generali dalla patria comune *. E t'affermava, die poiché s'aggiungeva a tal maftsima fondamentale l'assenso del pria* cipe, con animo esultante si vedova nascere quel petto che avrebbe assicurato la libertà l'unione e l'indipendenza d'Itali*. Sembrava ebe qualche atto almeno t'accordano con le parole, ed il 24 il ministro delle ormi CampeUo presentava al Consiglio dei deputati un progetto di legge con cui ai decretava un credito di cinquantacinquemilu e trentatre vendi per 1 equipaggiamento della divisione pontificia in Venezia. Ma la sfera dello steeso 24 Pio IX abbandonava Roma; il 25 il Mamiani, che era rimasto indeciso sino allora, dichiarava di accet tare senz'altro la nomina a ministro degli esteri perchè la partenza improvvisa del Prìncipe aveva posta... la patria in pericolo estremo di rimanere senza Governo e soggiacere a tutti i muli dell'anarchia . X deputati si dividevano in tre Commissioni che dovevano sedere alternativamente in permanenza, e votavano un indirizzo Ai popoli dello Stato Pontificio che cominciava: u Deve esservi manifesto che nell'assenza del Principe il Governo dello Stato permane costituito nelle medesime forme* e colle medesime legali autorità. Il 19 novembre il Marni ani indirizzava una nota al Corpo diplomatico, in cui affermava che il Ministero aveva compiuto il dovere proprio ordinando che si procedesse in modo energico e pronto alla ricerca e alla punizione del colpevole dell'assassinio del Rossi? e che a intanto Roma tutta orerà manifestato e spontaneamente fatto adesione al Ministero, e non si era vista mai una maggiore e più intima unione fra i poteri costituiti ; che occorreva prendere in seria considerazione che il problema sì difficile a sciogliere, il conveniente accordo cioè tra la temporale e la spirituale potestà, era stata la causa incessante di tutte le turbolenze e tutte le vertigini testé seguite a Roma e nelle provincic, avvegnaché tutte le popolazioni aspiravano unanimemente a una separamene profonda e completa delle due potestà che non di meno dovevano restar congiunte nella stessa persona ; che la lotta era fatta più aspra per il sentimento nazionale non soddisfatto e per la convinzione che la vecchia politica della Corte Romana fosse in contrasto con la nuova politica italiana, e che infine, né mezze misure diplomatiche né intervento di forza armata avrebbero soddisfatto al bisogno fondamentale generatore dei turbamenti dello Stato. Il 1 dicembre il Mamiani chiedeva ai deputati d'essere munito della facoltà d'entrare in negoziati coi