Rassegna storica del Risorgimento
MAYR FRANCESCO ; STATO PONTIFICIO
anno
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1937
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pagina
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1793
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G. CortabfiL
Chi sono la due persone tanto influenti sui colleghi a cai accenna li Costatili? Forse, proprio quegli stessi che riteniamo giano stati, insieme col Mayr attaccati dalle stampe il 27 o il 28 dicembre affisse in Roma ? Crediamo probabile che fossero l'Audinot ed il Potenziane Non soltanto tutti e doe presero parte attiva alla sedata del 26 pronunciandosi contro la costituente, ma il Potenziasi non h ricordato come presente al Consiglio dei deputati dal 30 novembre, e l'Audio ot non Io è ad alcuna delle cedute dal 15 dello stesso mese. Comunque, non è del tutto ingiustificato pensare, che non senza influenza siano stati i due a cui accenna il Costa-bili anche sul Mayr. Ed infatti non si può proprio affermare che vi sia perfetta identità fra alcune espressioni delle lettere sue precedenti e Fazione sua del 26.
Egli infatti aveva scritto nella lettera del 9 dicembre: La posizione della Camera diviene di giorno in giorno più spinosa* ed io desidero sinceramente che si sciolga e si faccia un nuovo appello al popolo K e in quella del 12 dicembre: Io credo che si dovrebbe sciogliere la Camera attuale, che non ha mancato di mandato per quanto si è fatto finora, ma che ne può mancare per quanto forse è da fare in seguito; d'altronde la Camera ha perduto giustamente la fiducia del paese Jfc E nella stessa lettera del 29 dicembre egli scriveva: La Giunta cambiò d'indole e di carattere il giorno 19 dicembre, quando in seguito della dimostrazione della civica di Roma dichiarava di stare al Governo (in opposizione al mandato della Camera) fino alla coavocazione della costituente romana. Io applaudiva a questo sviluppo degli avvenimenti ed esortava la Giunta di pubblicare immediatamente il decreto della convocazione senza ricorrere al Consiglio dèi'deputati, dal quale non doveva procedere la rivoluzione . Da quest'ultimo passo si potrebbe dedurre che il Mayr avesse agito o preoccupato avvitare, coi suoi collcghi del Consiglio, una responsabilità che riteneva troppo grave, o davvero' per pura