Rassegna storica del Risorgimento

1849-1853 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1937>   pagina <1806>
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Umbmrto V*i0ii*
Itogli* di noia hicenmio Coafma lUrfolfìi uno (Mupl <M u*k monto rivoluaUmartot ofeij tanno li Frenss <lfllc*n*}J<> dai tintasi immediatamente prima di Cina Capponi* I Como fu Unito, Sir Cartu era fratello del uuntaro Giorgio.
afinWro dell'taterno
A Sir George: Hamilton*
Concedete eh* lo vi scriva la italiano, * confido di etprimcrmi jrtavaaetHr
Voi tapcte, lo MCMM Granduca ha da *nperc,eoa quanta dovendone io lo abbia servite* Q CJ, D. ag li occhi mici, non ba caunt perche io gli prum***i; a mal avverrà eh V, S. A un giorno vi trovi nella narratila di una potere cooperare aOa Cottitorniekm* liana* mi ai apra con fid uria. ad io opererò in modo ebo V. S. A. potrà licenziar* ì! Mini uru Acna pcrJoolo e piuttosto con aumenti che con perdite della atta reputazione. Per­chè dunque mi ba mancato di feda? Mi è duro dirlo, ma S.A., con me. non *i i condotta da gentiluomo.
Io affermo questo con. la mano ni cuore
Chiamato dalla Nazione a governare lo Stato in queato momento .supremo So lo farò come nomo che non teme la motte.
* A. et ba abbandonato, newuao Io cacciava; io lo avevo latto crocerà nello amore dei Popoli. Egli, con una condotta, inesplicabile, ba distrutto le mie (etiche e sii ba poeto nel più periglioso partito In cui poma trovami un nomo. Certo metri tevo migliore ricompensa da lui- Io nonr.wno stoffa da traditore: non ho tradito il Prìncipe, non tradirò il Popolo*
I moti interni io aaprò reprimere eoa tutti i mcaod che Dio e la mia oancienza mv Spireranno- Intornio alla invainone alterna, tento che V. S. E. non può proteggermi. V. S. Er poti proteggere il Principe, non può un Popolo inaocentisaimo, che non ha altra colpa, tranne radia di avere troppo amato il uno Prìncipe e di cerere tato abban­donato da ini? Pazienza! "Dìo non ci abbandonerà: ci difenderemo fin chi potremo poi ci arppeUiremo eotto le rovine della nostra catta.
Forse la mitezza del Popolo Torcono non la persuade di quello che Le affermo: ina la pazienza offesa diventa furore.
V. S mi aia benigno di corte* riguardi volendo in qualche maniera eorritpon* dermi. Le partecipo chr il Popolo non vede con indifferenza ! colloqui che tiene Sir Catto* ano onorevole fratello* col Ridotti di cui onpettn, e di cui ha ragione di sospettar Con tutto 3 rispetto ho ragione di cenarmi
or v. s. E.
dcvotiniunO Suo Guerrazzi*
Le brevi parole di quatta lettera dicono la gravità del momento politico a cui HÌ ispirarono: il timore cioè di un intervento austriaco in Toscana. Enne di poco precedono la caduta del Guerrazzi. I auoi modi violenti facilitarono infatti la rcetanrazionc del Granduca, avvenuta il 12 aprile 1849, ad opera di un nocino di contadini penetrati nella