Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; MOSTRE
anno <1937>   pagina <1819>
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LIBRI E PERIODICI
Domenico Spadoni, Milano e la congiura militare nel 1814 per l'indipendenza italiana. Il moto del 20 aprile e l'occupazione austriaca, pp. 299. Vol 2; la nomeclatura militare e il suo processo, pp. 287 Vol 3; I giudizi di Mantova e la sorte dei congiurati, pp. 287. Collezione storica del Risorgimento italiano, Serie I, Vol. XVII,
L. 15 ciascun volume.
La restaurazione austriaca in Lombardia nel 1814 e in particolare la congiura militare bresciano-milanese, continua a essere oggetto di analisi, sempre nuovo materiale offrendosi allo storico. Dopo il Cusani, l'Helfert, il Perrero, il Lemmi, l'Arnano, il Weill, il Solitro e il Luzio, ci offre ora in'ampia monografia lo Spadoni il quale, trovava nell'Archivio di Stato di Milano tra gli Atti del Senato lombardo-veneto della Suprema Corte di Giustizia austriaca una incompletta copia autentica del Processo d'informazione della prima Commissione speciale all'uopo nominata dal maresciallo Bellegarde, la integra con altri documenti, come, ad esempio, gl'incarti originali del processo civile di Mantova donati all'Archivio di Stato di questa città della vedova del marchese Cusani Confolonieri, traduttore dell'Helfert.
Con la conoscenza di tale fortunoso periodo già dimostrata in altri lavori sul Foscolo e sulle socità segrete, lo Spadoni espone compiutamente la congiura ambientandola nella crisi del Regno italico provocata da un complesso di fattori tutti sufficentemente noti e sui quali non era quiudi il caso d'insistere troppo. Il precipitare dell'astro napoleonico; il malcontento dei reduci dalla campagna di Russia e degli ufficiali dell'armata d' Italia che ti ritengono maltrattati in confronto a quelli dell'armata di Germania e di Spagna o vagheggiano confusi ideali d' indipendenza; le ambizioni di alcuni generali; le fusioni in favore di Eugenio o di Murat; l'agitarsi della massoneria e della carboneria, di Filadelfi, Adelfi, Centri, dell'unione guelfa e di altre sette ancora oscure nelle loro comiplicate relazioni se non nei risultati, in complesso assai meschini, come dimostrò il Luzio; glintrighi degli emissari inglesi ed austriaci; il soffiar nel fuoco di gran parto del clero e dei nobili fedeli all'Austria rimpiangenti l'antico regime; i sogni degli italici puri o indipendentisti; l'incertezza della classe al potere, sono tanti elementi che contribuirono in diversa misura a far crollata ti già pericolante dominio fruncese.
In quel fatale aprile 1814 assistiamo al disgregarsi del potere centrate e al conseguente caratteristico spezzarsi e sminuzzarsi della sovranità che l'incertezza del Senato, la gelosia tra Eugenio e Murat, i non ascoltati consigli del Melzi e lo passioni tanto degli antieugeniani e dei misogalli quanto dei murattiniani e degl'indipendentisti impediscono di contenere. Vediamo diventarne depositari alcuni organi dd governo, l'esercito, corporazioni varie di cittadini in un confuso mescolarsi di legalità e di prepotenza caratteristico di certi momenti storici d'importanza cruciale. Opportunamente lo Spadoni per meglio orientare il lettore nell'intrigo degli eventi e nel rapido mutar delle psicologie, si riferisce pnù d'una volta al Fotscolo, sebbene accenni di tal genere non siano privi di pericoli e perchè gl'inediti foscoliani sono tutt'altro che noti nella loro completezza, e perchè gli stati d'animo di molti mediocri non possono facilmente paragonarsi a quelli di un uomo d'eccezione.
Per la nota petizione civica, sottoscritta anche dal Manzoni, e sospinto dagli eventi, il Viceré si decide a convocare i Collegi, ma non previene i tumulti dd 20 aprile culminati coll'eccidio del Prina, da tanti storici largamente illustratto, quantunque episodio importante, più che in altro, nella storia delle atrocità, della
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