Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; MOSTRE
anno <1937>   pagina <1820>
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Libri e periodici 1820
delinquenza collettiva e fors'anche del patrimonio di alcune famiglie, come insinua nella sua trama non complettamente romanzesca, il Rovani. La Municipalità e il vina s'invstono del potere, mentre alcuni cittadini spediscono petizioni al Bentineck e ai comandanti alleati; quindi s'istituisce una reggenza provvisoria giudicata di troppo dalle velleità dittatoriali del l'ino, la quale invia una deputazione delle potenze alleate. I collegi elettorali finalmente riuniti, ma impari alla gravità del momento, stendono indirizzi Al Popolo Italiano e preparano progetti di costituzione per il nuovo Stato Italiano illusi a tal segno dai proclami delle potenze da consegnare senza indugi le fortezze agli austriaci, quando già il Metternich ha deciso di stroncare quello ch'egli chiama Giacobinismo , senza punto curarsi della candidatura di Francesco d'Austria d'Este posta da molti italici alla corona del nuovo regno. Qualcuno nutre bensì dubbi sulle intenzioni dei liberatori , ma ha torto di confidare nel partito inglese quando già il Bentinck risponde agli emissari inglesi che lo sollecitano Troppo tardi !. l proclami delle truppe austriache non dovrebbero oramai lasciare più incertezze sul significato della restaurazione secondata dal partito dei fiacconi. Il trapasso della sovranità si è quasi interamente compiuto, come ammette il Pino, cui fa contrasto l'opinione dei Colleegi cullantisi in assurde illusioni condivise, almeno fino al 7 maggio, dalla deputazione milanese in Parigi, la quale, tratta in inganno dall'altisonante linguaggio dello zar Alessandro, aveva confidato nel suo appggio. Essa, accortasi che I'Italia è stata venduta dall'Inghilterra all'Austria, riduce il programma iniziale e si sforza di ottenere, in luogo del Regno d'Italia, un Ragno di Lombardia con governo Indipendente. E pare ignori del tutto l'astuzia del Bellegarde, che, un pò volpe e un po' leone, agisce con grande energia e, nel contempo, sopisce le apprensioni destate dalla sua attività. Il 13 maggio, giunti da Parigi i desolati dispacci della deputazione, anche gli spiriti più ottimisti si disorientano: l'arrivo di lord Bentinck suscita ancora qualcbe barlume di speranza, ma presto tutti s'accorgono che ti tratta di buffonate inglesi. In alcuni pochi si radica finalmente il convincimento che occorrono baionette, non deputazioni. Purtroppo le lame napoleoniche perdono ogni giorno più la tempra sotto l'assidua azione del Metternich diretta a trasformare l'esprit soi disant italien in esprit lombard. Il 25 maggio il Bellegharde rende nota la propria nomina a ministro plenipotenziario pel territorio del cessato regno d'Italia; il trattato di Parigi (30 maggio), è bandito in Lombardia il 12 giugno: la restaurazione austriaca è in piena attuazionee.
Entriamo, ora, nel vero assunto della monografia dello Spadoni: le ripercussioni della reatanraziono sull'animo dei militari dell'esercito italiano, indubbio focolare d' italianità sotto Napoleone, anche se molte manifestazioni non debbono essere sopraval, riuscendo difficile individuare la linea di confine tra spirito d'italianità e ostentazione dovuta a nicessità mercenarie. La convenzione di Schiarino- Rizzino esaspera gli ufficiali migliori che vorrebbero il Pino a capo dell'esercito per mantenere unito ed efficienti questo blocco di aspirazioni ideali e, in maggior misura, d'interessi materiali, come risulta dall'elenco dei desideri che esternano al Governo e Canerali e Capi dei Corpi dell'esercito Italiano. Al Foscolo appartiene l'idea di un pronunciamento che dovrebbe svolgersi avendo a base le vallate lombarde, ma il Mac Farlane lo dissuade; a Cremona scoppiano disordini, ma il contrasto tra l'ufficialità colta e dedita per mestiere alle armi, e la truppa stanca di tanti anni di servizio, non permettono ulteriori sviluppi; il numero imponente di diserzioni formentate dagli Austriaci e invano tentate di contenere dal Pino e dai Collegi elettorali, con qualche raro episodio di commovente entusiasmo patriottico, conducono rapidamente alfa disgregazione dell'esercito italico. Per di più il Bellegarde, con sottile accortezza, nomina una commissiono destinata in apparenza a colpire i sediziosi, in realta' ad epurare l'esercito dai patrioti e da tutti colroo che non siano divenuti automaticamente sudditi austriaci; inoltre, l'armata d' Italia si fraziona in armatellennateUo e chi già apparteneva all'esercito napoleonico si trova ora, poniamo, noi reggimenti del duca