Rassegna storica del Risorgimento
PRATO ; MOSTRE
anno
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1937
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pagina
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1821
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Libri e periodici 1821
di Modena, non raramente retrocesso di grado. Aquile, stendardi, e coccarde tricolori, diventano oggetti da museo o reliquie misticamente sparite tra i reduci e riserbate a tempi migliori. Gli atti d'insorbudinazione, gli alterchi e le risse tra ufficiali italiani e austriaci continuano nel luglio, originando processi e condanne che il Bellegarde vorrebbe miti, contrariamente ai voti di molti reazionari italiani che rispecchiano l'impreparazione politica e l'abiezione di alcuni patrizi. D'altra parte, si accentua quel contrasto fra nobiltà e plebe rurale, caratteristico nel lombardo-veneto, ed elemento importantissimo della politica austriaca in Italia. La polizia frattanto, vigila, stende le sue reti destinate a infiltrasi e perfezionarsi vieppiù, e tiene particolarmente d'occhio molti generali (Pino, Lechi, Mazzuchelli, Ruggieri, Zucchi, Palombini...) e ufficiali, provocando numerosissimi collocamenti a riposo. In agosto il riordinamento dell'esercito, ossia la sua austriacizzazione, prosegue tra il diffuso malcontento dei militari, dallo Spadoni interpretalo come forza efficacissima pel Risorgimento, Il glorioso passato sopravvisse con rimpianto nella memoria del reduci napoleonici, illuminato e colorito dalla fiamma dei sentimento liberale e dall'orgoglio nazionale, e li vedremo nell'interessante e dolorosa loro odissea tentare ancora di ribellarsialla sorte e di resuscitare in qualche modo quel passato (più o meno d'intese con i malcontenti di Francia e mestandovi i Napoleonidi) con aspirazione e successivi moti contro stranieri e tiranni che la ridesta Italia, ritornata alle antiche divisioni, volevan condannata ad esser per sempre un'espressione geografica. Essi formeranno l'humus da cui col malcontento e col travaglio degli interessi specialmente fermentò il movimento patriotico del Risorgimento. Ie nuove generazioni apprenderanno da loro ad amare il nome e la gloria d'Italia, e desiderarne l'indipendenza, ad osare per essa. L'idea si propagherà, si farà passione e religione, finchè la minoranza cosciente e fattiva d'Italiani, cresciuta ancor più di numero a ammaestrata dall'esperienza, dimesse le municipali discordie, risoluta al sacrifìcio e da esso temprata e purificata, riuscirà a coglier da le contingenze propizie la vittoria . Secondo
lo Spadoni gli ufficiali italiani dell'esercito napoleonico hanno avuto una funzione di prim'ordine nel Risorgimento, collaboratori o animatori delle sette sul tipo della Società dei beneficenti o dell'indipendenza italiana o dei carbonari beneficenti, le quali segnano annessioni della Lombardia al Piemonte rinascite dell' impero romano in Italia sotto tre consoli a vita e un Cesare da scegliersi fra una delle case regnanti d'Europa (i Savoia, per esempio) o sotto Napoleone, come illustrò recentemente il Patetta dimoatrando realmente, accaduta a Torino nel 1814 una congiura per la rinascita dell'impero romano, secondo quanto raccontò Giorgio Libri Bagnano. Ma chi ha presenti gli studi del Luzio sulla Massoneria e il Riaorgimento italiano e ricorda i noti versi del Porta, non può accettare in pieno la tesi dello Spadoni pur seguendolo nel racconto.
S'intrecciano congiure a Torino, Milano, Genova in corrispondenza con Londra, coll'Elba e con Parigi; e trà i promotori vediamo sempre ex ufficiali napoleonici: la conigiura bresciano-milanese è un esempio tipico. I bresciani colonnelli Silvio Moretti e Paolo Olini incontratisi nella città natale veno la fine dell'agosto 1814 pensano che potrebbero facilmente iniziare un moto occupando coi faziosi Peschiera.
Il ten. coL Pietro Pavoni e il gen. Zucchi acconsentono al piano e inizianoo scambi di vedute a Milano, mentre gli aderenti alla cospirazione crescono di numero. Tra essi noitiamo il gen, Giuaeppe Lechi, l'avv. Soveri Latuada che ha rapporti col gen. De Mcester, il capo q. Cesare Rogani, l'ex col. Antonio Gasparinetti già compagno d'armi dal Foscolo, e Teodoro Lechi che pare per qualche tempo l'animatore della trama.
1) F. Patteta, La congiura torinese del 1814 per la rinascita dell'Impero Romano e per l'offerta del trono a Napoleone, in Atti della R. Accademia delle Scienze di Torino, vol. 72, pp. 276, Torino, 1937-XV.