Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; MOSTRE
anno <1937>   pagina <1823>
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Libri* perioditi Z3
U Ò dleembrn tt IWHegsrd* forni* una *p***i*le o*MiimU*iunr UtruiunU, * ii giorni Hawaii U nnrMRi Visiti Miitìrim.
i >o Spadoni Amc i tv tufouUiuksmie lavori Mia JómmtiiiIoH** i costituti dagTiiapu* Uti U> pmiuMsioni dalbi pùitxù> (1 eoinpartauisua* tananai agrinquirsuti dal LednY del BsilutU, d'OKi del Cuivedoui,tlrf P* Mc-Hiflr, drl Cerosa, dsl mm del Brunetti* catti arrestati e coinvolti neU'aeeuta, flndv* U eonuultabne elabora un np pt>rto cotkclufitvo sulla propria attività. TrajsCeritì 1 prigionieri Muntovi, Ila fine del Itti* si Inno I costituti degli ultimi, turatali Mnruù Jtìè pavoni* altre dcpgifaKNu dcirOUm, dei i.nr, del GasparinettL II 17 febbraio la'eoraralssion* ips> cial* uùliwre di Marnava nvta ut Bclltipmle le te crncluJùni e seguono ! lavori Virila roimissione spsosie eivilc. 12 mino II prdeuràtora ini panata formula ratto <i*HccuHia d 28 si B'sìfJ*i lt dibattito con gPullenogalnrt degl'imputati, lo difcic dogli avvocafj Ruderi, Predavo! e Xìagui. Il IVocaÀtoroftÌo chiede la pena di morto e tì eowuui-"i.mr progetta condannare gl*ijnputelicivuJ:Upwe comprese fra i cinque*i tre anni di deteurionc. Altre decisioni *ono-adottate pel militari; ma Vienna riduce ratte le jxrne. eoa un succedervi di .itti gìttdiaiari che pongono sino al 181 7.
Cari grande diligenza 1 Spadtyiu nudata via ' viga di questi primi prigionieri per l'indipendenza d'Italia fino alla loro libcxarioastYycnnta assai pretto pjcr il tintori (1818). dopo contata la meta della detenzione peri prigionieri militari; quindi espone la parte avute da alcuni di cw (Olmi e Moretti) nei moti del 1821 in contrasto eoDa viltà dd Pino" l'ambiguità dd Gifflenga e del Bcfemi. da altri (Varese e ZuccbJ) nel 1B31 dal Lochi e da altri ancora nel 18-13* rilevando la continuità idealo di questi momenti del Risorgimento nell'azione degli antichi congiurati*
Lo studio dello Spadoni, degno di lode per la quantità del materiale sfruttato* e pei doieuteuti pubblicati. come, ed esempio, 3 rapporto del presidente della comari** ione straordinaria civili? di Mantova, gli abboni di proclami del Rotori e il progetto costituzionale del Latuada, ci lascia dubbiosi nella tesi più sopra testualmente riferita, giacche i fatti, eoo) ampiamente raccontati, hanno un valore episodico e rispecchiano solo un aspetto dell'eredità della dominazione napoleonica. Lo scontento, 1" irrequie­tezza, le generiche aspirazioni avevano bisogno di temprarsi nella dura realtà e di tra* durai m programmi pratici, di assumete ql carattere di politicità senza il quale e vano qna]iaai sforzo. Quei tentativi fallirono miseramente prima ancora di nascere e non poterono produrre altro frutto òhe un iasegnaracniot- negativo assai limitato. La sollecitudine etica in taluni di quei congiurati i di dubbia lego, in altri e beasi sincera, ma per nulla concettualmente definita e meu che meno capace di ispirare asiani s politiche s,<come vediamo nei proclami del Rasori e negli nbboxzi di costituì* zanni del Latuada. molto simili a tante manifetarioni ideologiche delle sette pullu­lanti nella restauratone. La chiarificazione degli ideali; il eòmminirarli alle esigènze della realtà, fu una delle wuepiori fatiche del Risorgimento, per il quale gli eptodi studici ti dallo Spadoni hanno uà sicuro valore di * elementi .
.Fervevano si iu ufficiali e impiegati i ricordi de} passato e crucciavano i raf­fronti eoi presente* ma, accanto od essi molti altri s'allietavano della * restaurata pace a e del t ritornato diritto ** ealcuni di costoro portavano quale contributo posi­tivo una meditazione assai più approfondita degli ideali, a quelli, in troppi casa, balenati solo; afusamente sui eampi di battaglia o nell'intuizione estetica o in un dilettantesco attingere a una Hiiperficiulc pubblici tica. La competenza tecnica dei miii* Cari, poi, distruggeva da se stessa la propria utilità nelle sette o nelle conventicole tivoluidonarie le quali si appoggiano su un'arma molto primitiva e su ideologie ugual­mente ncmpKcisttrhc, pur superando il municipalismo e U regionalismo in pia ampie concezioni federative o addirittura unitarie, e le angustie della supremazia lombarda o piemontese o napoletana netta comune fede liberale. D'altra parte, quei militari non badavano gran che alla nazionalità dell'uomo o della dinastia che doveva concorrere a realizzare rindipendenza italiana; Napoleone o Luigi XVIII o Casa Savoia o Lord