Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1937>   pagina <1857>
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IL GOVERNO DI GIOBERTI
Quando Gioberti prese le redini del governo l'opinione pubblica assunse verso di lui atteggiamenti diversi, perchè ognuno sperava di trovare in lui qualche cosa che poteva essere identificata più o meno con le sue proprie opinioni. L'opposizione che combatteva Pinelli, perchè poco bellicoso e mal disposto per i governi democratici dell'Italia centrale, aspettava la dichiarazione della guerra all'Austria e l'adesione alla Costituente. Gli elementi moderati del campo democra­tico avrebbero voluto che il nuovo presidente del Consiglio dei ministri facilitasse un'intesa tra Guerrazzi, Mamiani e Pio IX e che il suo nome fosse un simbolo dell'unione nazionale contro il nemico esterno.**
Si diceva per calmare i conservatori che i nuovi ministri professavano un liberalismo largo pur non essendo affatto demagoghi. I conservatori si lagnavano di veder Gioberti a capo del partito radicale, ma nello stesso tempo si consolavano dicendo che il governo democratico sarebbe stato il migliore mezzo per compromettere i partiti di sinistra che si sarebbero ben presto logorati al potere. È molto interessante l'opinione di Massimo d'Azeglio a questo riguardo. Spiegando perchè non avena accettata la proposta di formare il governo e descrivendo gli ostacoli che avrebbero dovuto incontrare diceva fra l'altro:
Lea mmistères démocratiques de Rome, Florence et Tarin sont l'expression et l'aurore de la Jeune Italie. C'est un fait connu de tout le monde excepté de l'abbé .Gioberti qui croit mener et est mene. Lea répuLlicains ont reussi en flattant sa vanite à s'en faire un inatrument et à se couvrir de aon nom et de sa reputation. Mais comme d'un coté l'inexperience et l'incapacité politique de Gioberti sont immenses et
i) Gazzetta del Popolo, 15 dicembre 1818.