Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1859
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// governo di Gioberti
1859
1 annunzio deU'imminente ripresa delle ostilità, invece il discorso prometteva di non intraprendere nulla prima che la mediazione delle Grandi Potenze fosse finita.
Ogni decisione immatura, assicurava il Presidente del Consiglio, sarebbe stata una grave offesa per gli Stati coni quali il Presidente desiderava di coltivare buone relazioni. Tutto ciò significava cbe la guerra sarebbe stata rimandata a più tardi. Quelli poi che volevano la Costituente udirono confermare il carattere monarchico del Piemonte. Infine Gioberti svolse il suo concetto della democrazia in modo da respingere decisamente la tesi della sovranità del popolo e della Costituente con i poteri illimitati:
Lo sviluppo delle nostre istituzioni si fonda principalmente nell'accordo della monarchia costituzionale cogli spiriti democratici. Saremo democratici occupandoci specialmente delle classi faticanti e infelici e facendo opere efficaci per proteggere, istruire, migliorare, ingentilire la povera plebe, innalzandola a stato di dignità di popolo. Saremo democratici serbando rigidamente inviolata l'ugualità di tutti i cittadini al cospetto della legge comune. Saremo democratici procurando con vigilante sollecitudine gli interessi delle provincie e guardandoci di postergarli con parzialità ingiusta a anelli della metropoli. Saremo democratici corredando il principato di istituzioni popolane e accordando con gli spiriti di questi civili provvedimenti ed in ispecie quelli che riguardano la pubblica sicurezza, la costituzione del municipio e il palladio loro, cioè la guardia nazionale. Il carattere più specifico di questa democrazia in ciò risiede che essa è sommamente conciliativa. *'
Niente democrazia politica, piuttosto un Vasto programma riforme di sociali e amniinistrative in prò della classe povera e debole. L'originalità del concetto giobertiano consisteva proprio in questo innalzamento graduale del popolo che avrebbe dovuto essere iniziato agli affari pubblici per mezzo dell'autogoverno municipale. Era, insomma, una democrazia conciliativa, come la definì Gioberti stesso, che si sforzò di
i) Programmalo dicembre 1848.