Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1862
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1862 Kalikst Moramki
esisteva un abisso. Potevano andare insieme fino ad un certo punto quando bastava il solo nome della democrazia, ma più tardi, quando si doveva darle una forma concreta divenne palese l'inconciliabilità delle due tesi.
Da queste parole si vede quale confusione produsse il discorso di Gioberti, come fu accolto, infine quante possibilità di malintesi conteneva questo stato di cose* Per il momento questa confusione non ebbe le conseguenze spiacevoli, cbe si manifestarono qualche tempo dopo. Due questioni urgenti aspettavano una soluzione pronta cioè, la Costituente e la guerra con l'Austria. La situazione a Roma diventava ogni giorno più difficile. Dopo la partenza del Papa 25 novembre il potere fu tra le mani dei liberali costituzionali capeggiati da Mamiani, il quale, essendo egli stesso per una federazione diversa da quella propugnata da Gioberti, cercò con ogni mezzo possibile di spianare la via alla riconciliazione tra il Papa ed i suoi sudditi, a condizione però di mantenere la Costituzione. Questa corrente urtò contro l'opposizione così della corte papale a Gaeta come dei circoli repubblicani di Roma. A Gaeta, dove in questo momento predominava l'influsso del cardinale Antonelli, si pensava a mettere le cose a posto per mezzo dell'intervento internazionale in prò della Santa Sede. A Roma invece l'idea della Costituente con mandato illimitato guadagnava terreno ogni giorno di più. La posizione dei costituzionalisti divenne ben presto insostenibile e Mamiani si ritirò dal governo dandone notizia a Gioberti e informandolo che nelle condizioni attuali nessun governo avrebbe potuto mantenersi a Roma se non si decideva a convocare la Costituente.l*
L'azione di Gioberti a Roma fu dunque da principio molto difficile. Egli certamente non vedeva volentieri le assemblee, buone per conservare le istituzioni già esistenti ma poco adatte
1) Mamiani a Gioberti, 28 dicembre 1848; ,Bi<rouM, pp. 35-36.